sabato, ottobre 13, 2007
Quel che rimane
Qualcosa ho imparato da questa esperienza della campagna di Generazione U e di big Mario per le primarie. Ho imparato innanzitutto che le riunioni politiche al pub, per me, da bravo bolscevico, una novità, riescono molto meglio di quelle nelle sedi; ho imparato che big Mario è big sul serio, ma dal cuore, un cuore di ciccia, per fare la nostra consueta citazione; ho imparato che anche se sei stato e forse rimani comunista, il comunismo è come il vento, può andare ovunque; ho imparato a essere libero, ma libero libero, come quei pazzi ragazzi di Gen U del coordinamento campano, come quei monaci birmani che si sono fatti schiacciare da un carrarmato, ma saranno anche loro liberi ora, nella Terra Pura, ad ascoltare la voce illuminante di Buddha; ho imparato che la politica fatta sul serio, non teorica, è stancante parecchio; ho imparato che anche quando sei da solo, da solo anche basti; ho imparato che, anche se me ne avrei voluto staccare tempo fa, per troppo schifo, e lo dissi anche a Mario, “ritiriamoci in un monastero tutti quanti”, “pensiamo alla rivoluzione individuale anziché a quella collettiva”, poi la politica ti richiama sempre, come una sirena, e tu devi per forza starle appresso, una sirena di latta, che canta sopra montagne di spazzature, più o meno quelle di Aversa; ho imparato che perderemo, ma sarà una sconfitta grandiosa, perché noi abbiamo cominciato a rivoluzionare le forme della politica dalla radice, e come tutte le rivoluzioni non abbiamo bisogno di voti, noi non siamo come quei quattro democratici perdenti e infinocchiati da decenni da sindacati corrotti a tutto, o come le mille coppie di vecchietti romagnoli che si girano da una vita tutte le feste dell’Unità ad applaudire D'Alema, o come quei giovani quarantacinquenni venduti veltroniani, perché la forma che Generazione U, e tutti gli altri, sarà, e già è, è quella di un virus, che si diffonderà, anzi si sta già diffondendo, nell'aria, portatore di idee e programmi che non hanno precedenti per forza di cambiamento, senza bisogno di posti, seggi, incarichi o altro. Il nostro peso non si conterà in voti, come quello dei politicanti inutili, ma in fatti, fatti irrevocabili, dovuti a coscienze giovani. Tutto il resto appartiene al passato, noi siamo il futuro. Eccoci qua, il futuro è arrivato, piccolo e insignificante come un virus, ma come un virus porterà questo sistema alla tomba.


Lucio Iacono
candidato capolista effettivo nel collegio Napoli-Ischia per le Primarie del 14 ottobre
candidato segretario Mario Adinolfi
 
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