domenica, ottobre 21, 2007
Popolo bue
Sono imbarazzato per la manifestazione di ieri della sinistra radicale, cosiddetta, in realtà da quelli che ho conosciuto non sono nè di sinistra nè radicali, ma vabbè. Imbarazzato per loro. Uno schieramento che si regge ancora su logiche novecentesche di centralismo democratico, in cui il leader detta la linea, non solo senza alcuna democrazia interna, ma assolutamente senza che la base possa decidere alcunché nei poteri locali e nazionali, un tale schieramento che attira così tanta gente in piazza è simbolo che in Italia, com’è stato anche dimostrato dall’ultimo plebiscito delle primarie, sono in aumento le masse di buoi, mediaticamente e partiticamente dirette. E’ un amara constatazione che faccio, avendo fatto parte, ovviamente sulle mie consuete posizioni da anarchico, di frontiera, per un periodo, alla medesima sinistra radicale. In questo periodo ho però constatato che la sporcizia e lo squallore di cui accusano gli altri, li investe in pieno. Ho visto giochi e mezzucci pseudo-politici per spartirsi un pezzetto di pane di potere locale che non avete idea. Soprattutto ho visto comandare quelli che hanno la tessera del PCI da quarant’anni, vecchi ruderi, ma col loro bel seguito di altrettanti pensionati, com’era visibile in piazza del resto, dato che dalle foto è chiaro che è stata una manifestazione di vecchietti organizzati, altro che giovani precari. Ma soprattutto, con che diritto questo popolo bue va a chiedere il rispetto del programma di governo se i loro rappresentanti di partito sono stati messi, dai loro stessi partiti, in posti dove contano meno di zero: Bertinotti a fare il cerimoniere alla Camera, Bianchi a fare l’innocuo tecnico, Ferrero a ministro della carità sociale? Con tutti i voti che hanno preso qualcosa in più si poteva tirare fuori, o no? Gli unici furbi sono stati i Verdi, infatti ieri non hanno aderito. Ormai il rosso è simbolo infatti solo di fallimento. Le masse se la dovrebbero prendere coi loro dirigenti, non con Montezemolo, che il suo lavoro almeno lo fa bene. Ma non penso che ci arrivino, poverine… E io che nel 2006 barrai il simbolo di Rifondazione Comunista, mai voto più fu più sprecato. Infine la ciliegina sulla torta, marcia: c’è l’unico leader moderno che hanno, più o meno giovane, che ha dimostrato di saper governare, l’unico fra tutti loro, cioè Nicky Vendola, ad essere proposto per leader per la fantascientifica Cosa Rossa, e il buon Giordano, da bravo partigiano ligure che fuma toscani, che fa, gli dice che sta bene dove sta? Ma questa non è sinistra, questa è archeo-sinistra.
 
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giovedì, ottobre 18, 2007
Generazione U: epilogo e prologo
120 voti nel collegio Napoli-Ischia, di cui solo 70 nel seggio del mio paese, il doppio di quelli della seconda lista più votata. Me ne aspettavo qualcosa in più, e soprattutto avrei potuto fare di meglio, ma è andata bene così. In politica non è mai salutare fare il gioco dell'avrei voluto avrei potuto avrei dovuto. Per il futuro del coordinamento campano e del movimento nazionale io lo vedo così: dobbiamo essere la navicella pirata di questo PD, la sua spina nel fianco, la quinta colonna della questione morale. Saremo la loro coscienza, ogni schifezza sarà annotata e debitamente contestata. Senza mediazioni, senza tentennamenti, senza alcuno sconto per nessuno. Oltre a portare avanti in tutti i cambi possibili la questione generazionale, naturalmente. Carico di lavoro non da poco. Saremo la guardia contro la malapolitica. Chiamateci pure antipolitica nel caso, ma saremo il tarlo che tanto fa, che distrugge fin dalle fondamenta. Primo compito: far cadere sto governo inutile e parassitario e massimamanete stagnante, pensionare Prodi e soci, e far andare il partito nuovo al battesimo del fuoco già dalla primavera prossima. E' l'unica cosa buona che possiamo fare per il Paese.
 
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sabato, ottobre 13, 2007
Quel che rimane
Qualcosa ho imparato da questa esperienza della campagna di Generazione U e di big Mario per le primarie. Ho imparato innanzitutto che le riunioni politiche al pub, per me, da bravo bolscevico, una novità, riescono molto meglio di quelle nelle sedi; ho imparato che big Mario è big sul serio, ma dal cuore, un cuore di ciccia, per fare la nostra consueta citazione; ho imparato che anche se sei stato e forse rimani comunista, il comunismo è come il vento, può andare ovunque; ho imparato a essere libero, ma libero libero, come quei pazzi ragazzi di Gen U del coordinamento campano, come quei monaci birmani che si sono fatti schiacciare da un carrarmato, ma saranno anche loro liberi ora, nella Terra Pura, ad ascoltare la voce illuminante di Buddha; ho imparato che la politica fatta sul serio, non teorica, è stancante parecchio; ho imparato che anche quando sei da solo, da solo anche basti; ho imparato che, anche se me ne avrei voluto staccare tempo fa, per troppo schifo, e lo dissi anche a Mario, “ritiriamoci in un monastero tutti quanti”, “pensiamo alla rivoluzione individuale anziché a quella collettiva”, poi la politica ti richiama sempre, come una sirena, e tu devi per forza starle appresso, una sirena di latta, che canta sopra montagne di spazzature, più o meno quelle di Aversa; ho imparato che perderemo, ma sarà una sconfitta grandiosa, perché noi abbiamo cominciato a rivoluzionare le forme della politica dalla radice, e come tutte le rivoluzioni non abbiamo bisogno di voti, noi non siamo come quei quattro democratici perdenti e infinocchiati da decenni da sindacati corrotti a tutto, o come le mille coppie di vecchietti romagnoli che si girano da una vita tutte le feste dell’Unità ad applaudire D'Alema, o come quei giovani quarantacinquenni venduti veltroniani, perché la forma che Generazione U, e tutti gli altri, sarà, e già è, è quella di un virus, che si diffonderà, anzi si sta già diffondendo, nell'aria, portatore di idee e programmi che non hanno precedenti per forza di cambiamento, senza bisogno di posti, seggi, incarichi o altro. Il nostro peso non si conterà in voti, come quello dei politicanti inutili, ma in fatti, fatti irrevocabili, dovuti a coscienze giovani. Tutto il resto appartiene al passato, noi siamo il futuro. Eccoci qua, il futuro è arrivato, piccolo e insignificante come un virus, ma come un virus porterà questo sistema alla tomba.


Lucio Iacono
candidato capolista effettivo nel collegio Napoli-Ischia per le Primarie del 14 ottobre
candidato segretario Mario Adinolfi
 
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lunedì, ottobre 01, 2007
La meglio gioventù
E come sempre pubblico anche qui il mio articolo su questa esperienza di Generazione U uscito oggi per Il Golfo. C'è anche da dire che ieri ho incontrato Mario Adinolfi per la prima volta, dopo tanto tempo, di persona, ed è uguale a come appare sul web o in tv o per radio o ovunque imperversi, anche se un po' più travolgente, magari ha più spazio, ma essenzialmente identico, sia nella forma dei bit che in carne e sangue. A dimostrazione della natura olografica del reale.

Il programma della lista Generazione U nel collegio Napoli-Ischia per le Primarie del 14 ottobre

Di Lucio Iacono (karlettomarx.blogspot.com)

Candidato capolista effettivo per Generazione U

Candidato segretario Mario Adinolfi

Il prossimo 14 ottobre i cittadini di Ischia, Procida e dei quartieri di Napoli appartenenti all’ex collegio uninominale di Napoli-Ischia, che vorranno recarsi a votare per le primarie del nascente Partito Democratico, troveranno sulla scheda oltre ai nomi dei soliti potenti, locali e nazionali, anche una lista che nel titolo non rimanda ad alcun singolo candidato, e i cui nomi non fanno parte alcuna degli attuali poteri politici: Generazione U. Tale lista sostiene Mario Adinolfi (www.marioadinolfi.it) alla segreteria, ed è costituita, oltre che dal sottoscritto, che ne è il responsabile sul territorio isolano e l’effettivo capolista, anche da Pietro Calise detto Pedrito e da Mariangela Patalano, entrambi di Lacco Ameno. Generazione U ha presentato cinquantacinque liste in tutta Italia, sempre liste molto particolari, perché costituite quasi totalmente da under 35, in massima parte alla loro prima esperienza politica. Alcuni cenni storici su questa associazione: costituitasi il 6 Maggio 2006 a Roma per iniziativa di Mario Adinolfi, portava con sé nel suo primo incontro la richiesta di una costituente dei cittadini per il Partito Democratico, poi ripresa, almeno nell’apparenza, dal comitato promotore, il cui lavoro è stato comunque il peggiore possibile, dato che ci ha organizzato delle primarie a uso e consumo del candidati maggiori, e di Veltroni in particolare, sia nel grande che nel piccolo, dato che tutti i capilista, cioè i futuri costituenti, sono chi già sta ai vertici del potere locale e nazionale, con una minima quota di facce nuove, poste per lo più agli ultimi posti e pertanto ineleggibili, frutto della solita cooptazione, giusto per non far apparire questo partito nuovo estremamente gattopardesco. Comunque sia, Generazione U dall’inizio ha fatto proprio un programma radicale di rinnovamento della politica. L’assioma principale è che rinnovata la politica, si rinnoverà anche tutto il resto, com’è spesso successo nella storia umana. E questo rinnovamento consiste essenzialmente nel sostituire all’attuale classe dirigente una nuova, e più giovane, classe dirigente, da reclutarsi tra i nati negli anni 70 e 80. Qual’è infatti il peso politico della mia generazione? Pressoché nullo, a tutti i livelli, locali e nazionali. Ma non solo in politica, non c’è un solo campo in cui questo Paese non sia invecchiato, intorpidito, abbruttito. Con tutti i guasti che questo stato di cose si porta con sé: inefficienza, spreco, clientelismo, corruzione morale ed economica, stagnazione. Soprattutto la stagnazione, prodotta dall’invecchiamento, è il primo male che affligge oggi la nazione. Basta vedere in che stato è ridotta l’attività, anzi la non-attività, di governo e parlamento per capirlo. A tutto ciò Generazione U, e molti altri movimenti di stampo generazionale nati sul suo esempio, hanno deciso che è venuto il momento di opporsi, perché questa è l’ultima possibilità che abbiamo, “l’ultima chiamata per la generazione assente”, come dice saggiamente il nostro candidato segretario, se manchiamo anche questa, non ce ne saranno altre, e l’Italia sarà condannata ad un’inesorabile decadenza sulla scena mondiale, decadenza già evidente sotto tutti gli aspetti. Peraltro l’Italia non è l’unica nazione colpita da questo virus del tempo presente che si chiama stagnazione, apatia generalizzata, ma essa in misura molto maggiore delle altre. L’occasione di un partito nuovo è la prima che va colta per invertire la tendenza, un’inversione ad U appunto, per questo ci siamo intitolati in questo modo. Il nostro impegno è che questo partito sia nuovo sul serio, nuovi metodi, nuove facce, nuovi orizzonti. Purtroppo si è amaramente constatato che la facce sono sempre le stesse da trenta o quarant’anni, e così anche i metodi, il più sfacciato clientelismo politico, e gli orizzonti, la più sfacciata sopravvivenza per un altro decennio almeno. Basta prendere De Mita a Napoli, capolista pure lui. Ora è il caso di dire basta. Ciò che Generazione U, rappresentata da me e dagli altri amici anche qui a Ischia, i cui, tra parentesi, cittadini possono dirsi fortunati ad avere questa rappresentanza, dato che con le nostre sole forze, senza stampa, senza partiti, senza alcuna mediazione possibile e soprattutto senza la minima quantità di denaro, siamo riusciti a coprire solo 55 collegi su 475, propone è prima di tutto la democrazia diretta: il partito nuovo deve avere una tessera che sia una smart card in modo da mettere ogni suo iscritto in grado di prendere parte e votare alle sue decisioni interne ed esterne, organizzative e politiche, di governo e, nel caso, di opposizione, in qualunque momento da qualunque pc, e le decisioni vanno prese in tal modo, non da quattro persone autoreferenziate chiuse dentro una stanza fumosa. Il secondo punto all’ordine del giorno sono le quote arancioni, quote cioè riservate ai giovani: in questo Paese 18 milioni, più o meno il 27 per cento, di elettori sono sotto i 35 anni, e contano più o meno per l’un per cento ovunque, in Parlamento, nei consigli comunali, nelle università, eccetera, eccetera. Questo non può essere più tollerato. Il terzo infine sono la lotta senza quartiere contro ogni malcostume politico/amministrativo: gli sprechi, le consulenze a pioggia ad amici e parenti, il voto di scambio, le raccomandazioni, gli incarichi ad hoc, gli stipendi spropositati, i finanziamenti a progetti del tutto inutili, la sommatoria di cariche, la corruzione, il trasformismo, e si potrebbe continuare ancora a lungo. Un impresa titanica soprattutto sull’ultimo punto, non c’è che dire. Tutto questo rinnovamento dell’agire politico porterà sicuramente ad un migliore governo delle comunità locali e del Paese. Molte nostre proposte in quest’ultimo senso possono essere ritrovate nelle risposte che Mario Adinolfi ha dato al sondaggio online, ancora in corso, su www.repubblica.it, la cui approvazione, per serietà e fattibilità, da parte degli elettori l’hanno portato al 24 per cento, cioè al secondo posto, dietro Veltroni, dispensatore di banali chiacchiere, e prossimo al primo, ben oltre tutti i candidati cosiddetti “maggiori”, in realtà puri e semplici prodotti del Palazzo e degli apparati. Sì perché se queste primarie fossero state organizzate in maniera seria e se i mezzi di informazione nazionali ci avessero permesso di esporre le nostre ragioni, avremmo potuto tranquillamente partecipare per vincere, ma ciò non ci è stato dato, e noi non ce ne lamentiamo. In ogni caso per la mia generazione è suonata la sveglia, noi non siamo come Beppe Grillo che dice vaffa ai politici, anche se certamente più vicini a lui che alla casta, ma diciamo, com’è nel motto della nostra campagna, ottimisticamente “Si può fare”. A dare un po’ di speranza di cambiamento al nostro disagiato Paese.


 
- posted by Lucio at 13:22 | View blog reactions 1 comments
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