martedì, settembre 25, 2007
Guerra generazionale
In Italia c’è una crisi che va oltre il significato che diamo al termine “crisi”. La crisi è infatti un passaggio che porta da uno stato all’altro, un momento, se pur difficile, drammatico, doloroso quanto si vuole, che però deve sfociare in qualcosa di nuovo, di diverso. In Italia però c’è una crisi che non porta da nessuna parte, e che si chiama stagnazione. Una stagnazione economica, morale, culturale, civile. Politica soprattutto, dove tutti dicono che si deve fare questo e quello, ma le leggi e i provvedimenti stanno a zero. I responsabili di questo stato di cose sono facili da individuare: sono le persone che in questi anni hanno avuto il potere, in tutti i campi. Solo coloro che infatti hanno avuto il potere hanno potuto, appunto, contribuire al disastro chiamato Seconda Repubblica. Questi sono stati gli iniziatori, ma poi c’è chi li ha seguiti, le loro masse, e queste sono ancora più responsabili dei primi. Solo infatti privandosi della capacità di esercitare il proprio libero arbitrio, la propria libertà appunto, ci si può sottomettere a questi potenti. E in molti l’hanno fatto, purtroppo anche molti giovani, vedi questi quattro venduti capitanati da un emigrato frocio e da uno scrittore di raccolte di canzonette. Ma sono forze che non contano, già sono state assimilate dagli apparati, il giudizio sulle persone se lo possono pure dare da sole, se hanno un minimo di sincerità e di cognizione di causa, ed è un giudizio di condanna senza appello. In tal modo, esemplificato proprio dal caso di questi venduti, si è arrivati ad una società che accusa la politica di essere ridotta ad una merda, e ad una politica che le replica la stessa cosa, “ci’avete eletto voi" oppure “perchè allora fate a gara per venire con noi?”. Hanno ragione entrambe. Ma sono accidenti storici, contingenze, torniamo all’essenza del problema. La stagnazione conduce essenzialmente all’apatia generalizzata, cioè alla schiavitù delle menti, che si esemplifica grandemente nel nostro sistema di comunicazioni di massa. In pratica progettato scientificamente per instupidire il prossimo. A mio parere, non è da escludere una strada rivoluzionaria che prenda piede proprio dall’apatia, anzichè dalla lotta, com’è stato nel Novecento. Che non agisse cioè su persone quanto più impegnate possibili, ma anzi su persone quanto più inconsapevoli possibili, quando più schiacciate nella palude della stagnazione. In maniera consapevole questa rivoluzione potrà agire, quando questo degrado raggiungerà il culmine, cioè il fondo, in modo da instaurare una nuova etica, che sia il preludio ad un nuovo regime. Sì, perché la via della politica nuova non dovrà passare più per la politica, ma per l’etica, per la bioetica anzi, per lo studio e l’applicazione delle vita. Ma anche questo è un altro discorso. Per ora ci si può solo accontentare di scatenare una guerra contro l'affossamento morale e intellettuale del tempo presente, una guerra generazionale, è questo il fronte. L’azione infatti riguardo alla stagnazione è quella di combatterla col movimento, è questo il senso proprio del termine “guerra”, da “polemos”, movimento, fuoco che consuma. E le truppe che devono affrontare questa guerra, le uniche truppe adeguate oggi, in Italia, sono quelle generazionali, non ce ne sono altre, la causa generazionale è davvero l’unica causa di principio, ideologica, appunto, rimasta, anzi l’unica che in questo Paese è nata di recente, anch’essa giovane. I suoi obiettivi sono stati definiti: azzeramento dell’attuale classe politica e di tutti i suoi metodi, sua sostituzione con una nuova classe politica che disporrà di altri metodi, a cominciare dalla democrazia diretta. Strumenti di lotta: i blog e tutti quelli che non sono nè dentro nè fuori dal sistema, ma tangenti ad esso. Per cominciare oggi noi, le avanguardie di queste truppe, non possiamo far altro che confrontarci in primarie truccate dall’origine e per una partito nato già decrepito e inutile, ma purtroppo si tratta sempre della presente contingenza, la causa ne è preservata, resta pura. Questa partito nuovo, sulla carta, è del resto quanto di meglio l'attualità può offrire a sinistra, il resto sono anticaglie, a cominciare dai militanti rossi e relativi dirigenti (guardate che fine ha fatto Bertinotti che faceva le marce col Subcomandante Marcos...) hanno di rosso oggi solo le mutande delle loro signore altrettanto insignificanti a capodanno. Già abbiamo fatto molto, l'aria è già carica di buone energie di rinnovamento, tocca solo dare la spallata decisiva al sistema marcio, che, in quanto marcio, cadrà poi da solo. C'è pertanto da dire una sola cosa: presente!

Lucio Iacono

Candidato capolista (ufficioso, c'è mia cugina al n. 1 per queste balorde quote rosa) per la lista Generazione U
Circoscrizione Campania 1 Collegio 1 - Napoli-Ischia

Candidato segretario Mario Adinolfi.
 
- posted by Lucio at 19:30 | View blog reactions


12 Comments:


At 25/9/07 20:49, Anonymous Gatto 

comunista

At 25/9/07 22:16, Blogger Emidio Picariello 

certo che per un comunista come te appoggiare in toto un democristinano come Mario Adinolfi deve essere un bel successo. Uno che si fa chiamare KArletto Marx e poi sta in lista per la componente più radicatamente DC del partito democratico come spiega a se stesso questa scelta?

At 26/9/07 08:30, Blogger Lucio 

Gatto: cornuto.

Picariello: dimostri che il livello teorico di voi venduti è esattamente quello che ho descritto. Comeo puoi chiedermi spiegazioni dopo aver letto il post? Come puoi dire che noi siamo democristiani se Adinolfi ha proposto addirittura un referendum interno per il matrimonio gay, altro che PACS o Dico che gli amici tuoi DS hanno affossato? Chi è che si è messo alle dipendenze di Fassino, le cui dichiarazioni un giorno sì e un giorno pure sono più cattolicistiche di quelle del papa? Persino la Binetti ha detto che voterà per Veltroni. Svegliatevi, bambini, siete ancora in tempo per dimostrare di avere un cervello pensante.

At 26/9/07 11:29, Blogger Paolo 

come conciliare la quota 100 adinolfiana e il suo disprezzo per le tematiche dei lavori usuranti e la sinistra? la parte migliore del paese ha votato contro il mostruoso accordo sul welfare e tu come comunista ti allei con un signore che ne propone uno peggiore? il patto ribbentrop-molotov?

At 26/9/07 11:53, Blogger Lucio 

Stiamo sempre parlando con cognizione di causa? Non conosco i dettagli del patto sul welfare perchè non è il mio campo, e perchè con un sistema universitario che ti consringe a passarci la vita dentro la pensione è l'ultimo dei miei problemi, ma mi pare che si sia proposto quota 80 o giù di lì. Noi proponiamo quota 100 per tutti, a cominciare dagli attuali giovani, e tu ci dici che è peggio?

At 26/9/07 12:17, Blogger Paolo 

la mia opinione può essere personale e non conta, l'opinione della Fiom magari puo essere piu interessante nel dibattito perche è sulla pelle loro che la proposta del governo si abbatte. la quota cento di adinolfi è un inasprimento di quella posizione. la ridistribuzione contributiva per essere giusta deve essere interclassista non intergenerazionale. la pensione alla generazione futura non si pagherà certo bastonando i poveri metalmeccanici che chiedono come loro diritto di andare in pensione con 35 anni di contributi senza limiti di età. chi si è trovato nella condizione di dover entrare in fabbrica a 15* anni ora dovrebbe pure vedersi costretto a continuare a lavorare in virtù di quale equita sociale? la schiena se la sono gia spezzata per mandare avanti il paese forse è il caso di ricordarselo.
adinolfi fa propaganda giovanilista, aumenta la quota di età+ contributi, parla diparla di "scippo del tfr" e anche questa è una grandissima bufala, il successo del fondo cometa è la testimonianza palese che chi capisce di queste cose agisce con razionalità e non si ferma a parlare di scippi.
è un riammodernamento del sistema previdenziale, che passa attraverso i fondi, che garantirà una pensione ai giovani, non il fatto che scalinando scalinando manderemo in pensione piu tardi delle persone che hanno come unica colpa sociale la data di nascita.


*cè gente nel dibattito che afferma che quella è una libera scelta e nel mercato si sbaglia e quindi è giusto colpire i loro diritti perche hanno scelto una cosa sbagliata. come se possiamo veramente parlare di libera scelta di un giovane che entra in fabbrica a 15 anni.

At 26/9/07 14:55, Blogger Lucio 

La questione anzi mi sembra proprio intergenerazionale. Questi pensionati tra vent'anni non ci saranno più, noi ci saremo tra sessant'anni e più. Su chi cade la responsabilità del futuro, cioè del Paese? Chi è che deve essere maggiormente tutelato, noi o loro? La proposta di Adinolfi, al contrario, è equa da ambo le parti, i 40 anni a 60 o i 35 a 65, salvo lavori usuranti, come puoi leggere da te nel programma, vale sia per noi che per loro, che peraltro già hanno avuto molto. Non siamo l'unica generazione, nella storia, i cui stipendi, e ancor più le pensioni, sono, e di gran lunga, inferiori a quelli della generazione precendente? E non parlo di valore del denaro, proprio quantitativamente.

At 26/9/07 15:12, Blogger Emidio Picariello 

lucio, tu ti innamori troppo facilmente. Io sono candidato per Veltroni perché mi sono scocciato di fare bandiera. Voglio iniziare a contare. Voglio iniziare a dire cose che vengano ascoltate dalla politica. Voglio dire cose di sinistra ma voglio soprattutto che si facciano, perché a dirle e basta non se ne viene fuori. Il referendum è proprio il modo democristiano di lavarsi le mani. E poi parli tu di pacs che hai insultato Ivan sul suo blog proprio perché omosessuale e che pubblichi foto di ragazze nude in ogni post? ma che rispetto hai delle altre persone? hai uno strano modo di rispettare le donne e i gay.

At 26/9/07 16:49, Blogger Paolo 

intergenerazionale? la guerra tra poveri non mi pare molto di sinistra, es: non è che se esistono dei giovani poveracci e dei metalmeccanici poveracci, i giovani si devono alleare con gente giovane ma non poveraccia contro altri poveracci piu anziani. non mi capacito come tu ti possa definire comunista se poi metti da parte la solidarietà di classe. chi va in pensione subito appena ne ha la possibilità è che non ce la fa piu, visto che se rimane oltre ha enormi vantaggi, ora perche dovremmo fare aspettare quota cento a chi non ce la fa piu perche è nato 56 e non nel 55?

At 28/9/07 18:28, Blogger Lucio 

Mi dispiace dirvelo ma siete tutti e due dei corrotti, uno dagli apparati e dalla sete di potere, un'altro da delle idee che non portano a niente. Non so se sia ancora possibile per voi aprire gli occhi e guardare la realtà del vostro impegno in faccia, e vedere lo squallore che è, ma io già l'ho fatto, e per questo sto con Mario.

At 28/9/07 23:55, Blogger Paolo 

stare dalla parte dei piu deboli forse è vero che non porta a nulla. tuttavia mi domando quale conoscenza tu abbia del mio impegno per definirlo squallido. io mi sono limitato a criticare una tua posizione specifica senza dare definizioni verso quello che fai o che sei.
volevo semplicemente comprendere come si conciliava la quota 100 con la presentazione di te che cera qui una volta che non trovo piu, quella per ogni sud del mondo. a mio avviso il comunismo è inconciliabile con l'abbandono della solidarietà di classe, tutto li. buone cose.

At 29/9/07 09:16, Blogger Lucio 

L'ho tolta proprio perchè ho notato che non portava a nulla. Come dice Mario, appunto, la battaglia è qui e ora, il resto sono chiacchiare.



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