lunedì, maggio 28, 2007
Aspettando l'espulsione #1
Come ci ha insegnato quel bellissimo fumetto che è V per Vendetta (il fumetto, non il film che è una boiata pazzesca), ognuno di noi, in questo mare di schifo, ha un solo centimetro di libertà, posto alla fine di tutto. Se se lo vende o lo perde tra la confusione, di lui rimane solo la carcassa di un burattino. Questo spiega perchè sto facendo e dicendo quello che sto facendo e dicendo, e perchè lo dovrebbero fare tutti, proprio per non diventare delle facce di merda qualunque, persone che, vendendosi il proprio centimentro di libertà, sono diventate appunto schiave (schiavo = persona senza la minima libertà), inconsapevoli o spesso anche consapevoli, meglio infatti che qualcun'altro pensi per loro, dato che loro non hanno manco più la libertà, nè spesso la capacità, di pensare da sè. Probabilmente se la sono venduta tra una pubblicità e l'altra dei pannolini, e al posto del cervello hanno messo nel loro cranio una tessera, una Carta di Kilombo che non sanno nemmeno leggere e applicano a cazzi loro, una democrazia fasulla perchè non è stata creata per far comandare i più cretini, come del resto ci insegnava già Aristotele.
 
- posted by Lucio at 14:03 | View blog reactions


2 Comments:


At 28/5/07 21:59, Anonymous guerrilla radio 

Mi permetto di intervenire,
da un punto di osservazione esterno ma interessato alle sorti di Kilombo,
il cui spirito primordiale aveva tanto entusiasmato anche il sottoscritto.

Sorvolo su quelle che mi appaiono come beghe condominiali di pallazzokilombo, dove quasi non ci si saluta quando ci si incontra per le scale,
e molti si spiano con diffidenza dallo spioncino del proprio blog.

Entro nel merito del post di Dacia censurato,
che ho letto con l'acquolina in bocca pregustando la pietra dello scandalo.

E sono rimasto deluso.
Deluso dall'intelligenza di quei redattori convinti davvero che ciò che impedisce alla Valent domani di uscire di casa per andare a "picchiare, mutilare ed uccidere"
sia una questione di tempo...

Assurdo solo per me?


La lotta di classe nella cultura delle sinistra è permeata sino al midollo al ricorso dell'uso della violenza.
Spesso ritenuta come vera e propria legittima difesa.

Personalmente sono andato oltre,
o meglio, a ritroso,
concependo per la mia esistenza, in particolare per il mio attivismo nel campo dei diritti umani,
il pacifismo come unica risorsa attingibile.

Con questo non mi scandalizza ciò che Dacia esprime con la sua penna aguzza e orticante,
come da suo costume iperbole,
ritenendolo appunto pertinente alla discussione che dovrebbe ruotare attorno ad un aggregatore di sinistra.

Al contrario della censura,
che a me evoca sempre la cultura dell'olio di ricino.

Se dovesse a breve innescarsi questo famigerato kilombo slow,
propongo come prima tematica da trattare proprio le pulsione alla censura di alcuni redattori puritani.
Peraltro già paventate in passato ed ora diventare effettive.
Una discussione concentrata anche a fare la conta, magari tramite un sondaggio,
per sapere quanti all'interno di kilombo sono favorevoli a questa attitudine spregevole.

Tanto per rendermi conto in quale contenitore sto aggregando i miei contenuti.

A casa mia ogni opinione ha diritto di parola,
per esempio io ad un negazionista non darei un microfono,
ma gliene darei un centinaio,
non perchè mi riconosca nelle sue idee,
ma per demolirle in un confronto alla luce del sole.
(David Irving rinchiuso in carcere in Austria è divenuto un martire,
prima non se lo filava nessuno)

Concludo che da oggi il post incriminato e censurato di Dacia Valent, Redde rationem
avrà un collegamento permanente fra le mie "camere comunicanti" su http://guerrillaradio.iobloggo.com/
per dar voce a chi ha deciso a mio nome di imbavagliare.

-not in my name

Vittorio alias
guerrillaradio.

At 29/5/07 10:11, Blogger Lucio 

E neanche nel mio. Quanto alla redazione, ho constatato che si tratta di gente per lo più alienata e che in generale non sa quel che dice e che quando lo dice, a parte dirlo in maniera molto antiestetica, è il rotolo di cartigienica che hanno nella testa a parlare, come ho ampiamente scritto.



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