domenica, aprile 22, 2007
Guerra generazionale
A dodici anni e già boia... Per l'impegno dimostrato, oltretutto su un campo di battaglia reale, potremmo dargli la tessera onoraria di Generazione U, o no? In realtà lancio questa provocazione per far vedere come le attuali generazioni, dei nati negli ultimi 35 anni, siano tutte le più coinvolte, da una parte e dall'altra, tra soldati e terroristi, tra vittime e carnefici, tra i lavoratori precari e gli studenti che col loro studio rappresentano il futuro di qualsiasi società. In pratica, nel bene e nel male, sono loro che reggono il peso del mondo, mentre le restanti o sono già pensionate o stanno comodamente e passivamente col culo su qualche sedia e uno stipendio decente a fine mese, o sono già sistemati, con casa, famiglie, amici, hobby, parco macchine, cose che queste generazioni vedono ancora molto lontane, e probabilmente neanche vedranno mai. Anche perchè sono le generazioni del Virginia Tech o delle baby gang di San Paolo, le generazioni degli affamati africani, di quelle che per il 25% sono colpite da AIDS, sono in massima parte le generazioni dei 15/20 milioni che ogni anno lasciano, o vengono cacciati per creare qualche altra diga, le campagne cinesi per lavorare nelle fabbriche delle metropoli, anche loro sono giovani, quelli che conoscono solo la Cina delle nubi di smog e del capitalismo. Sono sempre queste generazioni che reggono ciò che resta della causa palestinese o che riempiono le fila dell'esercito israeliano, che manifestano a Beirut. Possono essere simboli buoni, come quel tale che ha vinto il festival di Sanremo che sembrava quest'anno un reparto avanzato di gerontocrazia per artisti scoppiati da tempo immemore, o come Kate Walsh, la ventitreenne che con un album acustico fatto in una cantina di un amico ha scalzato al primo posto della classifica inglese di Itunes i preistorici Take That, o simboli di un male, che, come tutti i mali, è molto più complesso da definire e giudicare di un bene, come questo bambino della foto. Ma si tratta appunto delle presenti generazioni, che reggono tutto, ma non contano niente, sia nel bene che nel male.
 
- posted by Lucio at 09:24 | View blog reactions


2 Comments:


At 24/4/07 20:01, Blogger Marcoaurelio 

il tuo post mi è piaciuto tanto. L'ho largamente ripreso nel mio blog.
ciao e complimenti

At 24/4/07 21:37, Blogger Lucio 

Grazie mille, caro dottore. E' un esempio di internazionalismo generazionale, roba che Mussi se lo sogna...



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