giovedì, marzo 22, 2007
La faccia della mezzaluna
Dovrei raccontarvi in maniera ordinata e intellegibile del premio della mezzaluna d'oro, dei discorsi dei premiati, della rilevanza politica, politico-religiosa, politico-culturale delle posizioni esposte nella cerimonia, delle persone incontrate, di ciò che ho capito dell'Islam, delle varie e possibili possibilità in gioco, della musica... Poi ho pensato che la serata è stata talmente intensa e bella, bella e caotica, che ve la racconterà così come tutte le sue immagini ed esperienze si sono alternate nel caleidoscopio della mia mente, così come l'ho vissuta, così come viene viene. Mi sembra il modo più giusto di farlo.

Vi racconterò pertanto di Mauro Munchausen, quasi ingegnere isolano, che aveva sempre fretta di andarsene, e di Tisbe, creatrice di Kilombo, che è riuscita ad arrivare nonostante la neve, e di Pensatoio, l'ultimo dei veri filosofi napoletani, e del padre. Poi vi racconterò della bellezza della musica ascoltata, jazzy e poi jazz-etno e via dicendo, con cornamuse, arpe, batterie, trombe, voci uniche, suoni strabilianti, che noi ci intendiamo anche di musica, e di Michelle Nouri, "ragazza di Baghdad", dimostrazione di come l'incrocio di tipologie umane, per non chiamarle razze, premia oltre ogni immaginazione, creando degli individui di intelligenza, e soprattutto, bellezza, che è di molti passi avanti a noi, e del giornalista Franco, musulmano trapanese, e dei discorsi fatti con lui su Islam, religioni ed ecumenismo, che poi tutte le religioni e le fedi, viste dall'esterno, hanno tutte in comune il fatto di essere religioni e fedi, quanto meno, per cui meglio metterle insieme, che separarle. E poi vi racconterò di quando ho stretto la mano all'Imam della moschea di Napoli, e di tutto il Sud Italia, che me l'ha fatta stringere due volte, perchè la prima stretta mi ha detto che era troppo moscia, qui siamo abituati a farla così, e che dalle loro parti la stretta tra uomini doveva essere forte e robusta, altrimenti non si ha rispetto per l'altro e non si tengono in dovuta considerazione le sue parole. E poi vi racconterò di come il comunismo si è sposato per tutta la cerimonia in maniera incredibilmente armoniosa con l'Islam, tavolo che bisognerà portare avanti, per i discorsi fatti, per le idee messe in gioco, e per la equa composizione dei presenti e dei premiati in comunisti, islamici, e comunisti islamici. E vi dovrò raccontare dei bambini della Casa dello Scugnizzo di Napoli, che andavano a prendere tutti i premiati, e della loro coordinatrice Patrizia, che si è venuta pure a mangiare la pizza con noi, e del fatto che adesso gli dobbiamo fare un blog. E vi racconterò pure della pizza e di come il salame, il prosciutto e i piselli tutti insieme a pranzo non sono consigliabili, dato che mi hanno fatto venire una bella sete, e menomale che c'era Mauro. E vi racconterò pure delle mezzelune in bronzo che erano date ai premiati, che erano davvero belle. E vi racconterò delle parole di impegno, di lotta, di voglia di far finire le montagne di poveri morti proletari che in Iraq, in Afghanistan, in Somalia, in Libano, in Palestina, si stanno e si sono andate accumulate, di guerre che come sempre sono decise da opposti capitalismi, quello usa-sionista maggiore e per reazione reciproca e continua quello minore delle multinazionali del terrore gestite da fondi arabi, e di come in tutte le guerre quelli che muoiono sono gli ultimi, i soldati dicianovvenni mandati a morire e uccidere, e quei poveracci che si mettono in fila per arruolarsi nell'esercito dell'"Iraq libero" per far mangiare i figli, le donne che si trovano a fare la spesa al mercato di Sadr City, quelli dei villaggi afghani e libanesi che vengono bombardati per sbaglio, quelli come Said Agha, autista venticiquenne, che tra l'altro sono i giovani la massima parte di quelli che ci vanno di mezzo, la guerra generazionale va fatta pure per loro, di Mastrogiacomo, lavoratore, proletario, con quattro figli, per cui nessuno ha speso niente, tutte vittime di guerre decise da una decina dai banchieri, capitalistici e relative leve politiche e militari. Guerre presenti, e sicuramente guerre future, al cui paragone queste impallidiranno. Dovrei raccontare di come vabbè, si sono scordati di premiare gli assenti, Mario Adinolfi, il quale mi aveva incaricato, e Marco Ferrando, rispettivamente blogger e militante dell'anno, che mi ero preparato anche la dedica, ma l'ho fatto qua, è quella di prima. E dovrei raccontare di come la virtualità sia diventata realtà ma, incredibilmente, sia rimasta al tempo stesso virtualità, perchè erano loro che avevano permesso la nascita dell'organizzazione promotrice, la IADL, di molti premiati, come noi, e soprattutto erano loro che filavano nei pensieri e nei discorsi fatti, loro che avevano permesso di incontrarci, e che ci permetteranno di progettare altre e forse persino più grandi cose, loro, i blog, i siti internet, i portali, gli aggregatori, gli indirizzi email, i video, le foto, i contatti su Internet. Siamo bloggher, e bloggher rimarremo. Sangue di bloggher ha impregnato tutto l'evento. E vi racconterò pure dell'Islam, questo soffio del deserto, questa terza religione monoteista, la terza, quella definitiva. Il fatto che la serata si sia tenuta in una chiesa sconsacrata, cioè privata del sacro, in cui il calice della vita è stato portato via, è questo l'ultimo atto per sconsacrare una chiesa, è un simbolo non da poco. E infine dovrei raccontare di lei, lei, la leggenda vivente, la donna nera più donna e più nera che si è mai vista sulla faccia della Terra, la persona più sensuale, per restare nel tiepido, della serata, la cattura-camerieri, la scoperta che è proprio così pure nella realtà, non solo sul web, lei, l'organizzatrice, la presidententessa della IADL, il politico che dovrebbe essere il punto di riferimento per tutto il rinnovamento e la tabula rasa che vogliamo fare di questo sistema indegno, lei, Dacia Valent, grandissima, mirabile, mirabile. Una sua frase potrebbe compendiare cos'è stato quest'evento e, nel suo aspetto teorico, quale futuro vediamo e vogliamo realizzare: "Siamo donne, siamo comunisti, e siamo musulmane, siamo sorelle musulmane, così vogliamo chiamarci". Io aggiungerei anche siamo bloggher, e siamo rinnovatori. Ma non fa niente. In fondo anche la mezzaluna è femmina.

Tutte queste cose dovrei raccontarvi, ma devo prima districarmi in tutto il casino che è stato per me, giovane neofita, la mezzaluna d'oro. Ma stiamo sulla breccia...
 
- posted by Lucio at 12:16 | View blog reactions


6 Comments:


At 22/3/07 13:50, Blogger meinong 

Minchia,
mentre io sparavo cazzate
tu hai fatto tutte queste cose?
Sti' ragazzi di oggi....
Sulla parola antispam mi dai un aiutino ?

Pensatoio

At 22/3/07 15:50, Anonymous lavalanga 

Caspita! Dalla foto che ha postato Tisbe vedo che eri l'unico in "lungo"... ;P

At 22/3/07 16:57, Anonymous tisbe 

Grande Lucio

At 22/3/07 18:16, Blogger Lucio 

Meinong (un altro nome?): certo, noi ggiovani siamo gente attiva. Se ti riferisci al filtro, è necessario, non sai quello che mi scrivono sti cattivoni. E poi noi marxisti siamo gente selettiva, rigida, mica come voi no global.

Claudia: noblesse obligge.

Tisbe: ricambio.

At 22/3/07 18:46, Blogger meinong 

Alexius von Meinong era un interessante filosofo.
Io non sono no global.

x La valanga :
Perchè, io ero in largo...?
Ma se la foto mi ha slanciato...

p.s.la parola antispam è di otto lettere. Chiedo il condono.

At 24/3/07 20:39, Blogger munchhausen 

Ciao Lucio
Ottimo post
appena riesco a decifrare quello che ho scritto, ti mando il contenuto del biglietto da visita via email.
Buon lavoro in redazione



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