L'equivoco riformista in tutta la sua chiarezza:

Il partito democratico col metal-detector

Alessandro Rebecchi (Dal Manifesto di ieri)

Francamente non capisco. Prima si riscopre la messa in latino, poi si chiama il raduno parrocchiale contro i Dico «Family day», come se fosse una gara di barbecue in California. A parte questo, sul raduno catto-cattolico del 12 aprile si può misurare la granitica tenuta del futuro e glorioso partito democratico. La margherita vuole andare alla manifestazione contro i Dico. Una parte della margherita si oppone. Molti ds non ci andranno di sicuro. Alcuni ds nicchiano e fanno capire che ci andrebbero. Tradotto in italiano con un semplice pallottoliere, significa che nel partito democratico che ancora non c’è, già esistono almeno quattro correnti di pensiero, e questo soltanto sul tema specifico di un corteo organizzato dai vescovi. Le correnti diventano cinque se contate anche quegli esponenti del governo che le manifestazioni se le faranno tutte e due, per i Dico e contro i Dico. Questa corrente farà le sue riunioni al padiglione di psichiatria. La segreteria dei ds ritiene possibile inglobare nel futuro partito democratico anche la sua propria sinistra, Mussi e Angius, con il che le correnti diventerebbero sette. Vedete anche voi che l’idea diventa costosa. Per tenere il conto delle posizioni, delle opinioni, delle esternazioni delle varie componenti, ogni militante dovrà comprarsi un computer. Se ogni corrente vorrà farsi il suo giornale servirà un’apposita legge finanziaria. Una speciale commissione registrerà i passaggi interni da corrente a corrente. La sede dei ds sarà dotata di una porta girevole. La margherita metterà i tornelli col metal-detector. Sui principali temi etici, politici, di politica estera, di politica economica, il partito indirà doppie manifestazioni. Al comizio del partito democratico a sostegno dei Dico l’oratore dirà: il comizio è finito, ma non andatevene! Tra 5 minuti inizia il comizio del partito democratico contro i Dico! Solo 5 minuti, non si dovranno nemmeno cambiare le bandiere sul palco. Ammetterete che è una bella comodità.

Il vero problema di quest'epoca sanguinosamente banale è che esistono autentici liberali che si riconoscono in questo riformismo. E anche autentici post-liberali e autentici illiberali. E ci sono pure autentici cattolici, che si riconoscono in esso, autentici post-comunisti, socialisti, post-socialisti, democratici, post-democratici, teste bacate, post-teste bacate... Nessuno di loro otterrà alcunchè, a parte i capitalisti confidustriali ovviamente, ma tutti otterranno di perdere le loro già misere esistenze dietro questo assurdo progetto sincretista, e di sfaldarsi nella stagnazione e nell'inerzia, quelle imperanti attuali, dato che il progetto sincretista ha fatto proseliti in tutto l'Occidente "democratico", il quale perciò è anch'esso in fase di decomposizione. Tra cinquant'anni, morte le generazioni dei vegliardi attuali, persino le chiese saranno al pari del Colosseo e dei resti delle antichità romane. Per non parlare delle sezioni dei ds... Però ci sarà gente, beata stupidità, che, per una briciola in più dal potente di turno, continuerà a farsi la manifestazione pro-Dico e quella anti-Dico. Io ne conosco perfino una...
 
- posted by Lucio at 16:51 | View blog reactions 0 comments
giovedì, marzo 22, 2007
La faccia della mezzaluna
Dovrei raccontarvi in maniera ordinata e intellegibile del premio della mezzaluna d'oro, dei discorsi dei premiati, della rilevanza politica, politico-religiosa, politico-culturale delle posizioni esposte nella cerimonia, delle persone incontrate, di ciò che ho capito dell'Islam, delle varie e possibili possibilità in gioco, della musica... Poi ho pensato che la serata è stata talmente intensa e bella, bella e caotica, che ve la racconterà così come tutte le sue immagini ed esperienze si sono alternate nel caleidoscopio della mia mente, così come l'ho vissuta, così come viene viene. Mi sembra il modo più giusto di farlo.

Vi racconterò pertanto di Mauro Munchausen, quasi ingegnere isolano, che aveva sempre fretta di andarsene, e di Tisbe, creatrice di Kilombo, che è riuscita ad arrivare nonostante la neve, e di Pensatoio, l'ultimo dei veri filosofi napoletani, e del padre. Poi vi racconterò della bellezza della musica ascoltata, jazzy e poi jazz-etno e via dicendo, con cornamuse, arpe, batterie, trombe, voci uniche, suoni strabilianti, che noi ci intendiamo anche di musica, e di Michelle Nouri, "ragazza di Baghdad", dimostrazione di come l'incrocio di tipologie umane, per non chiamarle razze, premia oltre ogni immaginazione, creando degli individui di intelligenza, e soprattutto, bellezza, che è di molti passi avanti a noi, e del giornalista Franco, musulmano trapanese, e dei discorsi fatti con lui su Islam, religioni ed ecumenismo, che poi tutte le religioni e le fedi, viste dall'esterno, hanno tutte in comune il fatto di essere religioni e fedi, quanto meno, per cui meglio metterle insieme, che separarle. E poi vi racconterò di quando ho stretto la mano all'Imam della moschea di Napoli, e di tutto il Sud Italia, che me l'ha fatta stringere due volte, perchè la prima stretta mi ha detto che era troppo moscia, qui siamo abituati a farla così, e che dalle loro parti la stretta tra uomini doveva essere forte e robusta, altrimenti non si ha rispetto per l'altro e non si tengono in dovuta considerazione le sue parole. E poi vi racconterò di come il comunismo si è sposato per tutta la cerimonia in maniera incredibilmente armoniosa con l'Islam, tavolo che bisognerà portare avanti, per i discorsi fatti, per le idee messe in gioco, e per la equa composizione dei presenti e dei premiati in comunisti, islamici, e comunisti islamici. E vi dovrò raccontare dei bambini della Casa dello Scugnizzo di Napoli, che andavano a prendere tutti i premiati, e della loro coordinatrice Patrizia, che si è venuta pure a mangiare la pizza con noi, e del fatto che adesso gli dobbiamo fare un blog. E vi racconterò pure della pizza e di come il salame, il prosciutto e i piselli tutti insieme a pranzo non sono consigliabili, dato che mi hanno fatto venire una bella sete, e menomale che c'era Mauro. E vi racconterò pure delle mezzelune in bronzo che erano date ai premiati, che erano davvero belle. E vi racconterò delle parole di impegno, di lotta, di voglia di far finire le montagne di poveri morti proletari che in Iraq, in Afghanistan, in Somalia, in Libano, in Palestina, si stanno e si sono andate accumulate, di guerre che come sempre sono decise da opposti capitalismi, quello usa-sionista maggiore e per reazione reciproca e continua quello minore delle multinazionali del terrore gestite da fondi arabi, e di come in tutte le guerre quelli che muoiono sono gli ultimi, i soldati dicianovvenni mandati a morire e uccidere, e quei poveracci che si mettono in fila per arruolarsi nell'esercito dell'"Iraq libero" per far mangiare i figli, le donne che si trovano a fare la spesa al mercato di Sadr City, quelli dei villaggi afghani e libanesi che vengono bombardati per sbaglio, quelli come Said Agha, autista venticiquenne, che tra l'altro sono i giovani la massima parte di quelli che ci vanno di mezzo, la guerra generazionale va fatta pure per loro, di Mastrogiacomo, lavoratore, proletario, con quattro figli, per cui nessuno ha speso niente, tutte vittime di guerre decise da una decina dai banchieri, capitalistici e relative leve politiche e militari. Guerre presenti, e sicuramente guerre future, al cui paragone queste impallidiranno. Dovrei raccontare di come vabbè, si sono scordati di premiare gli assenti, Mario Adinolfi, il quale mi aveva incaricato, e Marco Ferrando, rispettivamente blogger e militante dell'anno, che mi ero preparato anche la dedica, ma l'ho fatto qua, è quella di prima. E dovrei raccontare di come la virtualità sia diventata realtà ma, incredibilmente, sia rimasta al tempo stesso virtualità, perchè erano loro che avevano permesso la nascita dell'organizzazione promotrice, la IADL, di molti premiati, come noi, e soprattutto erano loro che filavano nei pensieri e nei discorsi fatti, loro che avevano permesso di incontrarci, e che ci permetteranno di progettare altre e forse persino più grandi cose, loro, i blog, i siti internet, i portali, gli aggregatori, gli indirizzi email, i video, le foto, i contatti su Internet. Siamo bloggher, e bloggher rimarremo. Sangue di bloggher ha impregnato tutto l'evento. E vi racconterò pure dell'Islam, questo soffio del deserto, questa terza religione monoteista, la terza, quella definitiva. Il fatto che la serata si sia tenuta in una chiesa sconsacrata, cioè privata del sacro, in cui il calice della vita è stato portato via, è questo l'ultimo atto per sconsacrare una chiesa, è un simbolo non da poco. E infine dovrei raccontare di lei, lei, la leggenda vivente, la donna nera più donna e più nera che si è mai vista sulla faccia della Terra, la persona più sensuale, per restare nel tiepido, della serata, la cattura-camerieri, la scoperta che è proprio così pure nella realtà, non solo sul web, lei, l'organizzatrice, la presidententessa della IADL, il politico che dovrebbe essere il punto di riferimento per tutto il rinnovamento e la tabula rasa che vogliamo fare di questo sistema indegno, lei, Dacia Valent, grandissima, mirabile, mirabile. Una sua frase potrebbe compendiare cos'è stato quest'evento e, nel suo aspetto teorico, quale futuro vediamo e vogliamo realizzare: "Siamo donne, siamo comunisti, e siamo musulmane, siamo sorelle musulmane, così vogliamo chiamarci". Io aggiungerei anche siamo bloggher, e siamo rinnovatori. Ma non fa niente. In fondo anche la mezzaluna è femmina.

Tutte queste cose dovrei raccontarvi, ma devo prima districarmi in tutto il casino che è stato per me, giovane neofita, la mezzaluna d'oro. Ma stiamo sulla breccia...
 
- posted by Lucio at 12:16 | View blog reactions 6 comments
martedì, marzo 20, 2007
Sentiti ringraziamenti
Incredibile, ce l'ho fatta, sono arrivato terzo! Un grazie grande grande a tutti quelli, compreso me, che mi hanno votato. E grazie pure a quelli che non mi hanno votato (che ve possino...). E un buon lavoro anche alle altre due redattrici, quando si dice il pink power, Ladytux e The Observer. Non so se in tempi brevi riuscirò a instaurare un soviet kilombista, come ha scientificamente previsto il caro Korvo, ma tenterò tutto il possibile, anche l'occupazione del palazzo kilombista, se lo trovo. Primo compito: ritirare la Mezzaluna d'oro domani a Napoli, e dedicarla alla Palestina libera. In campagna elettorale vi avevo promesso la luna, non mezza però, e ve la darò. Dovessi andare fin lassù a prenderla a picconate.
 
- posted by Lucio at 09:59 | View blog reactions 7 comments
Quel serpente (dalla faccia) di Olmert, e il suo Stato terrorista, ha detto che neanche col nuovo governo di unità nazionale palestinese si può trattare, finchè non rinosce i tre punti (seeeeeee...). Potessi permettermi di consigliare al nuovo governo una dichiarazione da fare per accettare questi tre benedetti punti, e così sbloccare gli aiuti della cosiddetta comunità internazionale (ahahahahahah...), io farei così:
1) riconosciamo il diritto di Israele ad esistere in sicurezza, quando questo riconoscerà il diritto anche dello Stato palestinese ad esistere, come hanno detto centinaia di risoluzioni ONU e di atti della stessa comunità internazionale, e di esistere fuori dall'occupazione, dove nessuno sa se quel giorno ritornerà a casa vivo;
2) riconosciamo i precedenti accordi internazionali, a cominciare da Oslo, quando lo farà pure Israele, stato terrorista, che per sessant'anni li ha costruiti solo per imbrogliare noi e voi, per allargarsi ulteriormente, e li ha calpestati il giorno dopo, usati solo per fotterci. A Oslo svendemmo la Palestina intera, solo per avere la Cisgiordania e Gaza libere, territori che ci spettano di diritto e che non fanno in alcun modo parte di tutti i possibili territori spettanti ad Israele, e infatti li abbiamo avuti, sì, come no.
3) rinunciamo alla violenza, quando non ci sarà più un posto di blocco israeliano ogni venti metri in terra palestinese, quando non saremmo più invasi da coloni protetti da eserciti, quando i nostri ragazzi non saranno più sparati se passano vicino ad un carro armato, che sono ovunque, quando non dovremmo contare i giorni in attesa della prossima incursione e della prossima retata di arresti, quando le nostre città non saranno più ridotte alla fame, quando potremmo avere una speranza di vita non diciamo normale, sarebbe troppo, ma almeno umana.

E così sarebbero soddisfatti tutti i punti.

La verità è che la Palestina sta morendo, prima di tutto a causa dell'inerzia delle sue organizzazioni, Hamas e Al Fatah per prime, che hanno da tempo rinunciato a qualsiasi resistenza, e dei suoi leader, primo fra tutti Abu Mazen, anche lui una puttana vendutasi da tempo. Se Arafat lo potesse guardare... Poi sta morendo perchè l'anno prossimo fanno sessant'anni di occupazione, intere generazioni di palestinesi sono nate e morte senza conoscere cosa significassero i termini "libertà", "diritti", "dignità". Arafat ha provato a immaginarseli anche per loro, c'è riuscito per un po', ma dopo di lui, il deserto. E' come quando una persona non ha mai visto il sole, non sa che esista, è sempre vissuto al buio di un'occupazione quanto più dura e spietata possa esistere, quindi è chiaro che non si può lottare per ciò che neanche si è mai visto, che non si conosce. Non si ha possibilità di scelta, ovvero non si ha alcuna etica della responsabilità, e quindi non si ha alcuna autoconsapevolezza, non si ha alcuna umanità. Tra queste persone e gli animali non c'è alcuna differenza. Platone col suo mito della caverna l'ha spiegato bene. Sta morendo infine per la totale inedia economica e sociale in cui versano i Territori, per la paura di ogni istante, per non poter più sapere come arrivare al villaggio vicino a trovare i parenti, per la solitudine e l'isolamento internazionali che un piano ben congegnano sionista-americano, e servi europei, è riuscito in pieno ad ottenere. Questi sono gli ultimi giorni della causa palestinese. L'unica possibilità è un colpo di coda finale, un'Intifada totale, imparagonabile con le precedenti, un ultimo tentativo di immolarsi per vincere di un intero popolo. Una guerra tra pietre e armi laser. Ma purtroppo non ne ha più il coraggio.
 
- posted by Lucio at 08:33 | View blog reactions 6 comments
domenica, marzo 11, 2007
Poesia nichilista








Siamo come vuoti
senza vuoto
siamo foglie al vento
senza foglie e senza vento
siamo illusioni immanenti
siamo meteore nel caos
siamo caos senza meteore
siamo silenzio mascherato da senso
senza senso
siamo forma di materia
senza forma e senza materia
siamo assurdità
nell'assurdo senza assurdo
siamo parole
siamo come le nuvole nel cielo
senza cielo
siamo l'assenza senza assenza
siamo spettri irresponsabili
siamo nulla
senza nulla.
 
- posted by Lucio at 11:00 | View blog reactions 2 comments
Federico Mello, anche se è un fucked riformista, ma penso che si sveglierà pure lui prima o poi da questa illusione, o equivoco, "riformista", ed ha pure sperimentato sulla propria pelle il "riformismo" cofferatiano, ha scritto un pamplet che vi invito a leggere. Si è dimostrato anche uno scrittore coi fiocchi, il nostro Mello. Molto bella soprattutto l'introduzione, la "clava-futuro", un futuro che la mia generazione continuando così non vedrà mai. Peggio anche di quella generazione di C'eravamo tanto amati, che almeno la guerra l'avevano fatta. Ecco cosa ci manca a noi, la guerra, una guerra generazionale. Solo se formati dal ferro e dal sangue credo che a questo punto potremo farcela. Noi e tutti gli altri. Per citare infatti un grande leader della nostra generazione, non a caso immaginario, di una generazione immaginaria, liquida come un sogno, dato che non può fare altro che sognare, finchè non arriveranno a costare pure questi, cioè John Connor, da Terminator 3: "Sono vivo, e ho imparato la lezione: non rinuncerò mai alla lotta".
 
- posted by Lucio at 08:56 | View blog reactions 4 comments
sabato, marzo 03, 2007
Vota Lucio, vota Lucio, vota Lucio!
Perchè rivotarmi, stavolta bene, per la radazione di Kilombo? Semplicemente perchè sono il migliore, e, come diceva Eraclito, "Uno per me è diecimila, se è il migliore" (Fr. 49 DK). Inoltre perchè prometto che mi occuperò solamente della nascita dell'associazione di Kilombo, un grande e ambizioso progetto. Inoltre se non bastasse prometto a chi mi voterà un soggiorno per una settimana a mie spese a Ischia la prossima estate. Più un jet privato, non come quello di Lost però. Più la luna. Vedete quante buone ragioni avete per votarmi?
 
- posted by Lucio at 09:58 | View blog reactions 12 comments
giovedì, marzo 01, 2007
Vecchiacci alla riscossa
In questo mondo paradossale, non s'è mai visto un governo in cui nessuno ha più fiducia, dato che in nove mesi è riuscito a deludere ogni possibile speranza passata, presente e futura di un rinnovamento di sinistra che l'avevavano portato miracolosamente su, prendere di nuovo la fiducia. Ma tanto ormai, quei vecchi oligarchici e quelle ancora più vecchie bagascie sedute a quei banchi senza alcun merito avranno poco da sorridere. Perchè secondo me stiamo agli ultimi giorni di Pompei, e non parlo solo del governo di questo Paese allucinante e di questo Paese stesso. L'amaro ghigno del pompeiano qui di fronte, che magari aveva sulla faccia nell'attimo in cui lo travolse la morte, distruggendolo e così conservandolo per sempre, un altro paradosso prettamente italico, sembra rivolto proprio a noi...
 
- posted by Lucio at 08:29 | View blog reactions 0 comments
Add to Technorati Favorites Locations of visitors to this page