venerdì, dicembre 01, 2006
Compagni islamici
Le avanguardie della rivoluzione.
 
- posted by Lucio at 18:34 | View blog reactions


12 Comments:


At 2/12/06 14:01, Anonymous supramonte 

dunque, fammi capire... erano avanguardie della rivoluzione anche le spie siriane che hanno ucciso tutti quei politici non filosiriani?

e non erano avanguardie della rivoluzione coloro che manifestarono in quella che, con una certa retorica, venne chiamata la rivoluzione dei cedri?

in base a che si distingue un'avanguardia della rivoluzione? spero non in base al criterio "i nemici ei miei nemici sono miei amici"...

At 2/12/06 20:00, Blogger Lucio 

Sul fatto che siano state le spie siriane ad uccidere quegli uomini politici avrei dei dubbi, che ho descritto nel mio post "i giorni del pellicano", e in ogni caso non ne ho le prove. La rivoluzione dei cedri ebbe ben poco di rivoluzionario. Sulla rivoluzione, le avanguardie si riconoscono da sole, basta vederle, hanno negli occhi il futuro, l'ardore dei martiri e dei combattenti, come diceva Marx, la rivoluzione parte dalle coscienze. Ecco, per riconoscere una vera rivoluzione, anzi la Rivoluzione, dalle false, basta vedere da che parte sta la coscienza, e da che parte sta il portafogli, dove sta la prima sta pure la Rivoluzione.

At 3/12/06 10:06, Anonymous supramonte 

"hanno negli occhi il futuro"

premesso che dalla foto gli occhi manco si vedono, ma non riesco a capire cosa c'è di futuro nell'influenza politica siriana sul libano. questo semmai è il passato recente, dunque sono le retroguardie al massimo. e poi ribadisco la mia critica: nelle manifestazioni della "rivoluzione dei cedri", saguite all'assassinio (l'ennesimo) di un politico antisiriano, vi erano forse manifestanti di serie B, senza il futuro negli occhi? secondo me è una presa di posizione aprioristica perchè ti sta simpatico hezbollah...

e poi penso che interpretare il fenomeno hezbollah alla luce del marxismo sia, come dire, un mero esercizio di retorica. esattamente come dire "la guerra giusta"...

At 3/12/06 10:36, Blogger Lucio 

Veramente l'alleanza filo-occidentale tra il Libano e gli USA/Francia/UE, oltre ad aver innescato una guerra che ha distrutto il Libano, prodotto qualche migliaio di morti e un milione di sfollati, non è il futuro, ma è il niente. Dove gli USA passano infatti lasciano il deserto, non cresce più niente di niente. Sta parola "democrazia" grazie a loro ormai tutto il mondo è arrivato ad odiarla, la associano al centinaio di cadaveri, compresi quelli di oggi, sfornati quotidianamente da Baghdad. La associano poi all'oppressione di tanti Paesi, Siria compresa, del mondo che non la accettano. La associano all'uso della forza e del terrore politico ed economico e alla deriva militare che sta prendendo il mondo. La democrazia, almeno nella sua forma novecentesca, ha le mani troppo sporche di sangue, non è più un sistema credibile, oltrechè neanche più funzionale, visti i brogli elettorali (sui quali trovati sempre il mio post "la breve agonia della democrazia"), la corruzione e il malgoverno imperanti, e te lo dice uno del Sud che ha visto proprio la democrazia essere usata per tali scopi, massicciamente e sistematicamente, tanto da ridurlo pur'esso ad un deserto. La Siria al contrario, per non dilungarci, invece è sempre stata il partner socio-economico-politico ideale per il Libano, e questo lo dicono tutti, è una cosa evidentissima a chi abbia un minimo di occhi per vedere. Gli Hezbollah infine sono una forza nettamente aperta al futuro, come l'Islam, che ha perfezionato guadaismo e cristianesimo. Secondo me poi un'alleanza tra sinistra comunista e radicale e Islam è da prendere in considerazione nel medio termine.

At 3/12/06 11:33, Anonymous supramonte 

"La Siria al contrario, per non dilungarci, invece è sempre stata il partner socio-economico-politico ideale per il Libano, e questo lo dicono tutti, è una cosa evidentissima a chi abbia un minimo di occhi per vedere."

la siria fa i suoi interessi in libano, come l'iran, come la francia e come gli usa. il manicheismo non è realistico: nella realtà tutti hanno le mani lorde di sangue, chi più chi meno, tutti hanno interessi geopolitici che vogliono far valere con la forza, nessuno è innocente. lungi da me pensare che israele e francia non abbiano creato disastri e siano corresponsabili della situazione odierna, ma la storia insegna che anche hezbollah, hamas, siria e iran non hanno scrupoli. nel mezzo il popolo, indipedentemente da quella cosa stupida e inutile che si chiama nazionalità, muore. e tutt'intorno la retorica, da una parte e dall'altra, si spreca.

ma che rivoluzione e rivoluzione... si chiama potere, a volte interessi economici...

tralascio la discettazione teologica, ricordo solo che la religione per marx è l'oppio dei popoli...

At 3/12/06 12:36, Blogger Lucio 

Non mi sembra un'analisi lucidissima quella che fai, anzi è proprio un'analisi da peracottaro alla alberto sordi. Grandissimo, fra l'altro. Il popolo ci va in mezzo, i soldi sono soldi, tutti sono colpevoli, non ci sono più le mezze stagioni, qualche altra banalità no? E' vero che il potere è potere, pure gli uomini sono tutti uomini e le mele tutte mele, ma qualche potere è meglio degli altri, così come qualche mela è più buona e qualche altra marcia o resa blu dai pesticidi, non credi? Poi non capisco se sei marxista, non mi sembrava da prima, comunque se lo sei, Marx va riletto, Lucaks, Gramsci, Pasolini, Althusser, per citarne alcuni, ti dicono niente? Se non lo sei, è inutile che me lo citi contro quando ti fa comodo.

At 5/12/06 11:22, Anonymous supramonte 

Marx è un ottimo economista, filosofo e pensatore, ma non è la Bibbia (è un modo di dire...). No, non sono Marxista. Sono un economista e credo che il più grande limite del pensiero di Marx è la mentalità eccessivamente economica.

La mia analisi non ti sembra lucida perchè non è manicheista, non distingue tra buoni e cattivi? è la realtà delle relazioni internazionali, bisogna essere realistici (e realisti).

Ciò che probabilmente ci divide, di fondo, è che tu esalti il conflitto, io invece preferisco il compromesso. La pace è necessariamente un compromesso tra opposte ambizioni. Il conflitto è l'esaltazione delle proprie ragioni e dei propri interessi, senza tenere in dovuto conto quelli altrui. bisogna uscire dalla logica di potenza che guida le azioni di tutte le potenze mondiali e regionali in MO.

E poi dal conflitto alla guerra il passo è breve.

At 7/12/06 18:56, Blogger Lucio 

Il problema è proprio il tuo moderatismo. E' il moderatismo che ha prodotto due guerre mondiali, e ha innescato tutte le premesse per la terza. La verità, la giustizia, la pace, non possono che essere estreme, cioè cose da estremisti. Infatti, se tu fossi un marxista, ma anche un marxiano, cioè uno studioso attento di Marx, sapresti che in un simile contesto di pensiero e di azione la guerra non si arresta mai, come non si è mai arrestata nel cosiddetto secondo dopoguerra (indicami un anno in cui non c'è stata sul pianeta una guerra di proporzioni rilevanti), e che inoltre la pace, in questo contesto, non è altro che una breve o brevissima pausa tra due guerre.

At 9/12/06 10:59, Anonymous supramonte 

a me piacerebbe soltanto che i palestinesi potessero vivere in pace, coltivando le loro terre e sfamando i propri figli con dignità. uno scontro armato protatto tra hamas e israele rende questo obiettivo impossibile. l'unica via perchè questo avvenga è un compromesso, un accordo di pace.

no guarda, a me questa retorica del conflitto assimilabile alla guerra non piace per niente: non è realistica. guarda l'europa oggi e quella di ieri e dimmi se non è cambiato qualcosa ripudiando la guerra come soluzione per regolare i rapporti di potenza tra stati.

è da quando è nato l'uomo che esiste la guerra... dimmi cosa c'è di più rivoluzionario che dire che con le armi non si risolve nulla, anzi, si va in direzione opposta alla risoluzione dei problemi.

At 9/12/06 12:04, Blogger Lucio 

E' sempre un problema di metodo. I tuoi obiettivi sono totalmente giusti, solo sono vanificati dai tuoi metodi, che sono totalmente sbagliati. La pace non si ottiene col moderatismo e con l'accordo, che, in quanto accordo, prevede un compromesso e una distizione tra due settori che rimangono nettamente e radicalmente contrapposti. Altrimenti non avrebbero bisogno di accordi. Una simile pace, che neanche pace si può chiamare, semmai non-guerra, è solo una pausa prima di un'altra guerra ancora più sanguinosa. E tutta la storia mondiale, vedi a che serve fare un'analisi marxista, sta a dimostrarlo. Uno dei più antichi trattati di pace scritti, il Foedus Cassianum, tra Roma e la Lega Latina, incominciava con: "Fin quando il sole girerà e gli astri saranno in cielo...". Ovvero era pensato per durare in eterno, come tutti i patti da lì in poi stipulati del resto. Solo neanche cinquant'anni dopo Roma si era annessa la Lega Latina. Ciò per farti capire che solo una pace imposta con una guerra, con un'ultima guerra civile, può essere una vera pace. Si tratta solo di scegliere da che parte stare, i comunisti stanno dalla parte degli ultimi, cioè delle masse lavoratrici e sfruttate.

At 10/12/06 12:04, Anonymous supramonte 

ma di guerra già ce n'è stata abbastanza, non trovi? è da anni che va avanti la seconda intifada. e alla fine, prima o poi, si siederanno tutti attorno ad un tavolo a negoziare.

io non credo che gli uomini siano ingranaggi dei processi storici. scusa, scusa davvero, ma mi sembra di sentir riecheggiare le parole di mussolini quando diceva che gli serviva qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo delle trattative.

e poi guarda: io sto dalla parte de civili, palestinesi o israeliani poco importa: c'è spazio per tutti. non starò invece MAI dalla parte dalla parte del terrorismo, che sia quello di hamas che lancia i razzi dalle case dei civili E poi scappa) e che plagia dei ragazzi che vanno a farsi esplodere, che sia il terrorismo di stato del governo d'israele.

At 10/12/06 14:00, Blogger Lucio 

Si vede che non hai capito quello che ho scritto. Rileggitelo con attenzione e per le parti che ti suonano oscure chiedimelo pure.



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