domenica, ottobre 01, 2006
Sinistra Europea: un grosso errore
Dalla nostra postazione insulare ancora dobbiamo avere modo di capire cosa sia, a quale specie di animale politico appartenga, questa Sinistra Europa. Ancora nessuno ce l'ha spiegato. Dal sito si evincono, scrutando bene, alcune cose: hanno copiato lo slogan "La fabbrica delle idee" da Prodi, il che non è un male, Prodi è uno che sa il fatto suo; si annuncia che un fantomatico Partito della Sinistra Europea è stato creato nel maggio 2004 a Roma, ma poi che pochi giorni fa si è tenuta la costituente della sezione italiana di questo partito. Boh. Pare inoltre che Rifondazione non si sciolga, solo si allarghi, non si sa bene a che cosa ancora. Inoltre questa Sinistra Europea, a guardare il sito, che contiene anche una rete di link a gran parte di tutte le organizzazioni e i movimenti della sinistra, quella vera, pare essere, o voler essere, anche una rete appunto di base e di governo, un passo avanti verso la seconda delle tesi fondamentali di Karletto Marx, l'unità di tutta la sinistra, quella vera, di base e di governo in un unica struttura politica centralizzata. Comunque, per tornare a questa SE, si aggiunge un po' di europeismo alla buona, qualche interessante convegno, un po' di soliti noti, una stella comunista attorniata da tante stelline europee, sul logo proprio niente da dire, bellissimo. Come tutte le cose parti della nostra creatività, da Calvino e Pavese a Benni, passando per Pasolini. Crediamo si tratti di una sorta di federazione transnazionale, qualcosa di un po' più corposo del gruppo dall'incredibile nome di Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica al Parlamento Europeo, stile PSE, con un ufficio, probabilmente sonnacchioso peggio di uno del catasto italiano, a Bruxelles per dire che esistono, e pensare che su questo si stanno arrovellando DS e Margherita, e di un po' meno di un partito internazionale vero, tipo la Quarta Internazionale, anche se non ne siamo ancora sicuri. Insomma c'è molta confusione sotto al cielo. Per dare un giudizio aspetteremo. Intanto i fatti. Noi non siamo iscritti a Rifondazione nè ad alcun altro partito comunista, per due motivi essenziali: non pensiamo che per essere comunisti serva una tessera ed una spilla, e questa guerra tra clan deve finire. Le formazioni di sinistra, quella vera, anche detta dai giornalistucoli "radicale, assomigliano, come già abbiamo abbondantemente detto, alle tribù indiane che si rubavano i cavalli a vicenda, mentre gli uomini bianchi si fregavano metà continente e li genocidavano. Però appoggiamo Rifondazione, e sappiamo per questo attribuirgli dei danni clamorosi prodotti dai suoi dirigenti. A dicembre 2005 viaggiavamo sul 9/10%, eravamo una forza nazionale, poi Bertinotti si è messo a fare il moderato, ha cacciato Ferrando, e con lui tutti quelli che rappresentava, e siamo scesi al 7,4 al Senato e al 5,8 alla Camera. Una debacle. Ferrando e Progetto Comunista, i compagni più seri e preparati là in mezzo, intanto se ne sono andati, fondando il Partito Comunista dei Lavoratori, che già sembra si stia radicando efficacemente sul territorio. Per la SE le previsioni sono simili, almeno stando a sentire le dichiarazioni, le più leggere sono scettiche, degli esponenti di Sinistra Critica e dell'Ernesto, le altre due correnti di minoranza di Rifondazione, anzi ormai le sole due. Qualora si scinderanno anche loro, magari unendosi in una nuova formazione, Rifondazione perderà completamente non solo metà partito, ma anche l'anima, e si avvierà a scomparire. Non gli perdonano e non gli perdoneranno i compagni non solo l'ennesima svolta governista e socialdemocratica, ma soprattutto di aver tolto il nome, "comunismo", dalla nuova formazione, per inseguire la moda europeista e la linea di Bertinotti-Giordano-Curzi, quella del marxismo oltre-Marx, della realpolitik, dell'ecologia, della collateralità, delle briciole, come quelle che sta presunta Finanziaria dei Poveri ha distribuito. Dovevate vederlo oggi l'Epifani del Centenario, sembrava che fosse sopraggiunto il new deal dei lavoratori in Italia. Ma che fine abbiano fatto l'abolizione della precarietà, la tassa sul lusso, la tassa sulle rendite finanziare, la reintroduzione dell'imposta di successione e di donazione sui grandi patrimoni, i contributi fissi per i giovani, nessuno se lo chiede. E c'erano pure nel programma della Mezza Vittoria. Cose che avrebbero davvero invertito il corso delle cose, invece è stata l'ennesima presa per il culo, un paio di centinaio in più di euro all'anno, e zitti. Anzi ringraziateci. La Confidustria, le banche e i poteri forti ne escono strarafforzate. Quando la rivolta monterà, sarà troppo tardi per rimediare. Comunque la questione del nome, dicevo, il nome del comunismo. Nella SE non c'è. Qualcora si fosse chiamata Sinistra Comunista Europea saremmo stati i primi a metterci in fila per la tessera. Invece ci aggreghiamo ai Paesi d'Europa in cui del comunismo non è rimasto nemmeno il nome. Poi potremmo parlare anche del metodo e dei progetti che questa SE intende portare avanti, sbagliati, perchè si doveva puntare, come ha detto Diliberto, all'unione di Rifondazione, PDCI e Verdi, non all'ennesimo cambio di simbolo e di dicitura. Partiti che cambiano nome nella stessa misura degli stilisti che cambiano abiti a ogni stagione di sfilate. Tutto ciò è importante, ma il nome, il nome... Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.
 
- posted by Lucio at 13:54 | View blog reactions


4 Comments:


At 20/10/06 21:01, Anonymous Anonimo 

bravo compagno, pienamente d'accordo:perdio, blog come questi mi fanno passare la tentazione dispegnere il computer e mandare tutto al diavolo. se hai tempo vieni a trovarmi
hasta siempre
KorvoRosso
http://anagnirossa.splinder.com

At 21/10/06 09:56, Blogger Lucio 

Grazie Compagno Korvo, troppo buono. Chissà che ne viene fuori se si riuniscono tutti i bloggher comunisti d'Italia... Saluti ad Anagni, anche qui sto tentanto la rivoluzione, se ognuno la tenta nel suo paesello, ci riusciamo...

At 10/12/06 15:44, Anonymous RiGiTaN's 

non è nel termine comunismo che risiedono le forti battaglie sociali che si possono fare..la gente non riesce piu' a riconoscersi in vecchie ideologie e in simboli superati. questo è ciò che dovrebbe capire la sinistra, quella che deve assolutamente prendere il testimone del pds-ex pci. altrimenti la sinistra affonderà nei comunisti incompresi e nel partito democratico(cattolico)

At 10/12/06 16:13, Blogger Lucio 

Proprio per questo bisogna rinnovare le vecchie ideologie e dare così nuovo significato all'uso dei simboli, ma rinnovare non significa distruggere.



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