martedì, ottobre 17, 2006
Il primo passo
Quella che segue è una sorta di lettera-manifesto per quest'iniziativa che, assieme ad altri amici, tra cui Francesco, ci vede tra gli organizzatori. Speriamo che riesca bene. Finalmente si passa comunque dalla teoria alla pratica. Gli argomenti in ballo sono tanti, ma il primo di tutti, come ci insegna Mario, si chiama rinnovamento. Strano Paese però quello in cui spesso rinnovare significa restaurare...

Aggiornamento 22/10/2006: la lettera è stata pubblicata sul Golfo - Quotidiano di Ischia e Procida giovedì 19. Teleischia invece non se ne è proprio importata, nè della lettera nè della conferenza. No, così non si fa...

Per un rinnovato impegno politico a sinistra – Lettera aperta ai giovani isolani

Di Lucio Iacono (www.karlettomarx.it)

Ho deciso di scrivere questa lettera spinto da una necessità primaria: quella di motivare i giovani che fanno riferimento alle idee politiche di tutti i movimenti del centrosinistra, attualmente al governo, di Ischia a riprendere in mano il destino proprio e della propria isola. Infatti è da tempo ormai che sembra che l’impegno politico giovanile a Ischia sia venuto meno, salvo isolati casi. E infatti innegabile che sempre più spesso, nei consigli comunali, si vedano le stesse facce che c’erano venti, trenta, quaranta, e a volte anche più anni fa. Le stesse persone che ricoprivano incarichi, in ogni settore, di rilievo, da decenni, continuano a farlo oggi, senza che ci sia stato nessun reale segno di un minimo cambiamento generazionale. Purtroppo è così non solo a Ischia, ma in tutto il Paese, un Paese in cui, secondo tutte le statistiche, la politica, a ogni livello, è gestita in pieno dalla generazione che va dai sessanta in su, quella cioè precedente di due, tre e a volte quattro volte quella attuale. E la politica, la teoria e la prassi del bene pubblico, rappresenta il futuro di qualsiasi Paese, la costruzione stessa del futuro, in tutte le sue modalità, che, chiaramente, per quanto riguarda l’Italia, è gestita proprio da quelle persone che, per ragioni anagrafiche, del futuro a medio-lungo termine non sono personalmente interessate, se non relativamente, come lo è invece, e in pieno, la mia generazione, quella dei nati negli anni 80, o quella dei nati negli anni 70. E neanche i quarantenni o i cinquantenni in questo quadro se la cavano meglio. Sarebbe inutile portare qui qualche esempio di questa situazione, essa è ormai parte del comune sentire. E d’altra parte la politica non è che uno dei tanti tasselli in cui essa si attua, dato che ormai sembra che la presente generazione non trovi spazio in nessun ambito della vita di questo Paese, dalla cultura all’economia. Ed è una situazione aggravata, da un decennio e più ormai a questa parte, da una crisi economica sempre più fitta, che porta i giovani a vivere presso le proprie famiglie fino a sfiorare i trentacinque anni e oltre, con lavoro spesso precario e senza minime garanzie, e con difficoltà di accesso ad una vita pienamente autonoma, completa e indipendente spesso insormontabili. Da qui il problema anche della natività e dell’invecchiamento generale di questo Paese. Insomma è una situazione che non ha paragoni col resto del mondo, e la cui tragicità forse è ancora lontana da essere misurata in pieno, ma di certo è già ormai una tragedia epocale. Ad essa bisogna reagire, almeno finché non sia troppo tardi, a cominciare proprio dall’ambito più importante di tutti, quello politico. E, nel mio personale microcosmo individuale, di un ventiquattrenne studente in Filosofia, non posso che farlo partendo da quella che è la nostra isola appunto, già di per sè un microcosmo per definizione. Ecco le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere questa lettera, rivolta in particolare a chi come me condivide la battaglia politica nel campo della sinistra, nelle sue multiformi facce.
Reagire a questa imbalsamazione della società italiana non è un impegno da poco, tuttavia ci sono, almeno per il momento, dei segnali, a livello appunto nazionale, anche se ancora molto timidi ed embrionali, che danno un po’ il segno di un avvenuto cambiamento, almeno a livello di presa di coscienza. Uno di questi è scaturito da un trentacinquenne, giornalista, scrittore, ma anche anche politico di lunghissima esperienza, che si chiama Mario Adinolfi, e soprattutto blogger, dato che il suo blog,
marioadinolfi.ilcannocchiale.it, è uno dei più visitati d’Italia e non solo, con centinaia di migliaia di visite ogni mese. Egli ha intuito l’uso potenzialmente stravolgente che è possibile fare di questa forma di comunicazione orizzontale che è il blog, tra cui vi è anche il mio, in cui tra lo scrivente e il lettore non c’è assolutamente nessuna differenza, qualora venga applicata alla politica. Il suo impegno ha infatti acquisito la forma di una battaglia generazionale che Adinolfi sta portando avanti per la sinistra e il, non ancora ben delineato, futuro Partito Democratico, che dovrebbe nascere dall’esperienza dell’Ulivo, in un dialogo costitutivo con tutte le altre formazioni del centrosinistra, e che speriamo sia il fulcro di una grande e rinnovata forza unitaria della sinistra italiana. Facendo partire proprio dal suo blog l’iniziativa, adesso diventata associazione nazionale col nome di Generazione U, intendendo con tale nome appunto un’inversione totale di marcia che la nostra generazione deve assolutamente compiere rispetto alla sua condizione attuale, di un insieme di giovani, in primo luogo bloggher, che si vogliono impegnare in politica, Adinolfi è riuscito ad esprimere nel miglior modo possibile l’unione di queste varie istanze che si stanno creando così tumultuosamente: il rinnovamento generazionale; una rivoluzione in ambito comunicativo con l’informazione orizzontale, e totalmente partecipativa, data dai blog; l’unione, e la necessaria evoluzione, delle varie esperienze del centrosinistra in un soggetto unitario. E’ un cammino questo che, nascendo ovviamente da problemi e da moti reali, porta il virtuale a tornare appunto al reale, con tutta la forza della discussione e dell’aggregazione nata in ambito virtuale appunto. Come si vede sono molti i concetti sui cui lavorare, che stanno modificando sempre più la vita della nostra generazione.
All’esempio di Adinolfi ci siamo voluti ispirare io e altri amici, tra cui Francesco Di Crescenzo, sulla cui esperienza politica, in primis nei DS, nota a molti e sulla cui notevolissima preparazione possiamo contare come su di una preziosissima guida, anche lui con un blog, di cui l’indirizzo è
fradik.ilcannocchiale.it, e in tal modo abbiamo deciso di convocare questa conferenza organizzativa dei giovani della sinistra isolana. Essa ha molteplici scopi, che saranno ampiamente illustrati durante la conferenza. Ciò che mi preme appunto dire è che essa è stata pensata del tutto indipendente dai partiti, anche se la loro esperienza e i loro mezzi saranno comunque utilissimi, proprio per dare maggiore forza e unitarietà all’impegno giovanile che immaginiamo per Ischia. E’ infatti innegabile il fallimento in molteplici aspetti delle forme tradizionali, com’è stato ampiamente detto, della politica, soprattutto di quella partitica, com’è altrettanto innegabile che stesso a Ischia la funzione dei partiti si sia ormai da tempo spenta, data la loro pigrizia nel proporre qualsiasi tipo di iniziativa, e di politica, appunto per i giovani. Essi ormai appaiono solo come apparati che si risvegliano un mese prima delle elezioni, per tornare a dormire immediatamente dopo il voto, con tutto il loro carrozzone di candidati e di eletti, organismi imbalsamati, con dentro sempre i soliti noti. E spesso, non vorrei dirlo, dediti al più sfrenato clientelismo, in cui pare che la politica isolana si sia ridotta all’assegnazione di stipendi e prebende varie. Finanche le sezioni a Ischia sono da tempo quasi sempre chiuse e vuote. Pur con il merito dovuto ai partiti, con cui si deve pienamente collaborare, nasce ora l’urgenza di superarli. Perciò l’obiettivo primario di questa conferenza è riunire tutti, o speriamo gran parte, dei giovani di sinistra, impegnati in politica a Ischia, alcuni, come Di Crescenzo, già con notevole esperienza, ma anche chi di politica non si è mai interessato, come del resto il sottoscritto, che, da comunista, politica attiva ha cominciato a fare da pochissimo tempo, e cominciare appunto a conoscersi fra loro, quindi darsi un coordinamento autonomo, progettare forme di impegno e di azione, e metterle in atto. Io, Francesco, e molti altri amici, fra cui il compagno Giosuè Capuano, impegnati come me nell’organizzazione di questa conferenza, abbiamo infatti varie iniziative in mente, prima fra tutti la collaborazione con Generazione U di Adinolfi, ma anche cineforum, mostre e magari una pubblicazione e un’associazione indipendente, se troveremo il sostegno e i fondi adeguati. Quest’impegno sarà caratterizzato da ognuno secondo le proprie idee e le proprie tesi, ma tutti nell’ambito di quel vento di cambiamento, per il bene dell’Italia, per citare l’intestazione del programma comune dell’Unione, che ha trovato un punto d’accordo nel centrosinistra, grazie al quale è nato poi il governo Prodi. Governo che sta deludendo non poco, per la sua timidezza nel perseguire programmi autenticamente di sinistra, e che pare condizionato dagli stessi poteri forti di quello precedente. La battagli infatti non è solo tra gli schieramenti, ma nello stesso centrosinistra per obbligarlo a rispettare il programma con cui ha vinto le elezioni.
Ognuno quindi è impegnato secondo il movimento del vasto schieramento di centrosinistra a cui fa riferimento, ma occorre su questo essere poi accomunati dall’esigenza di azioni comuni radicali, che la situazione richiede. Una situazione isolana che è, a parte la patina, illusoria come tutti sappiamo, estiva, sempre più in crisi, anche sotto la questione primaria del lavoro, che, per i giovani, tra cui per i laureati c’è ora l’unica via di abbandonare l’isola, non sfruttando così per essa le enormi potenzialità acquisite, a Ischia è, quando c’è, totalmente carente di stabilità e di strutture di garanzia, pensiamo, tra le tantissime cose, alla scandalosa assenza in tutti i comuni di un ufficio per il lavoro, una cosa inaudita, che né i comuni nè i sindacati hanno mai contribuito a creare, di fronte al potere assoluto dato in mano ai datori di lavoro, specialmente alberghieri, e a lobby varie. Anche con riferimento alla prossima tornata elettorale, che interesserà quattro comuni su sei e che speriamo veda, insieme alla vittoria ovunque del centrosinistra, l’elezione di numerosi giovani e l’attribuire quindi loro cariche importanti, per cominciare a prendere seri provvedimenti per il loro futuro, lavorativo e umano. E’ ora infatti che tutti i giovani della sinistra isolana si riuniscano per riprendere in mano le redini del futuro della propria isola, così come movimenti importanti in Italia intendono restituire alla mia generazione quello dell’intero Paese. Per questo ho inteso scrivere questa lettera e abbiamo organizzato questa conferenza, a cui vi attendiamo numerosi.
Con grande amicizia,

Lucio.
 
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