giovedì, settembre 28, 2006
Iraq
Oggi volevamo parlare dell'Iraq. Ma come si fa a parlare dell'Iraq? L'unico modo sarebbe fare una lista, parziale ovviamente, di tutti gli attentatti o le azioni militari e relativi morti contati giorno per giorno, cioè scrivere 22, 14, 48, 32, 12, 22, 1023, 104, 1894, insomma tutte quelle cifre che compaiono nei titoli delle news di Repubblica, ormai relegate a dei semplici comunicati, talmente si trovano spesso. Che prima non c'erano, prima non c'era un cazzo. Saddam, di cui tutta la dignità l'ha dimostrata al processo, evidente per chiunque l'ha visto, era un gigante rispetto a questi cowboy assassini, gli stessi che dalle carovane dei coloni sparavano agli Apache che cavalcavano lontani, per divertimento. Gli stessi che in Easy Rider ammazzavano quei due motociclisti hippy. Lo stesso mitragliere di Full Metal Jacket per i quali chi scappa è un viertcong, e quelli che non scappano sono vietcong meglio preparati. La stessa notevole forma esistenziale di Bush avevano quel camionista di Easy Rider e quel mitragliere, sono identici, stesse due cacate di Satana, con tutto il rispetto per la merda e per Satana. Sta maledetta razza americana non è cambiata di una virgola, ha solo armi, e quindi ambizioni, più potenti. Oppure potrei mettere una di quelle foto che si trovano su Google, che non si dimenticano più, finche campi, dei prodotti della guerra, ma non è il nostro genere. E poi l'avremmo fatto solo per dimostrare che "faccia di topo" si sbaglia, che la gente come lui, Ferrara, Bordone, vanno fermati, sono pericolosi. Invece al suo posto mettiamo solo una bandiera bianca. Come si fa a parlare dell'Iraq? Ha detto tutto Bucchi in una vignetta su Repubblica, da sola vale di più delle migliaia di trafiloni giornalistici ripieni di cazzate che abbiamo letto su questa storia: Iraq, la fossa comune tra l'Occidente e l'Oriente. Il problema è che questa definizione è incompleta. Bucchi avrebbe dovuto aggiungere che quella fossa comune l'abbiamo scavata noi, e dentro ci siamo finiti. Come quei soldati che se la scavano da soli, non a caso, soldati. Sì perchè tutto ciò che conoscevamo dell'Occidente, tutte le sua caratteristiche, tutte le sua anime, tutti i corsi di spirito che chiamiamo "occidentali", tutto è morto in quella fossa, in Iraq. Là dove l'umanità è nata, là è stata sepolta, e pure quest'altro cerchio si è chiuso. Dobbiamo ricominciare da capo. Anno zero. Come si fa a parlare dell'Iraq?
 
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