La seconda delle tesi fontamentali di Karletto Marx afferma che il comunismo se vuole sopravvivere deve unirsi e rinnovarsi, o c'è solo la morte. Aut aut. Guardando in faccia la realtà infatti ci si rende conto che in gran parte d'Europa anche delle piccolissime formazioni comuniste post-crollo non è rimasto neanche il nome, dove sopravvivono, come in Italia, sono esigue. E anche in Italia il nome lo vogliono togliere. Si rischia appunto la fine dei Sioux, chiusi in riserva, e poi piano piano dimenticati, ridotti ad uno scherzo della storia. Bisogna rigenerarsi, basarsi sulla propria secolare storia, e sulla propria monumentale dottrina, la più importante e perfetta tra tutte le formazioni politiche attuali, che spesso di dottrina non hanno neanche quella derivata dalla lettura di Topolino, per progettare il futuro. Cercheremo man mano di spiegare e di chiarire in cosa dovrebbe consistere il rinnovamento. Innanzitutto però la lezione da apprendere è quella prodiana, che ci ha permesso di vincere queste elezioni per un pelo ("di coglione", diceva la vignetta di Vauro dell' 11 sul Manifesto, e in tre parole ha detto tutto), e come afferma anche la suddetta tesi: il rinnovamento passa per l'unità, e l'unità per il rinnovamento. Unità di tutte le forze della sinistra radicale, dalle tavole della pace ai marxisti-leninisti con i loro libri stantii, dal Manifesto ai Cobas e alle frange sindacali ancora non corrotte dal liberismo, che pure sono la maggioranza, ma schiacciata, o meglio infinocchiata, da dirigenti collusi con il mercato e i capitalisti, dai no global agli ambientalisti, agli apocalittici, ai dispersi, agli anarchici. Tutti gruppi che, sebbene rappresentano forse il maggiore centro di idee e di movimento della nostra società imbalsamata, spiecialmente a livello delle giovani generazioni, sono ora impegnati a sbranarsi fra loro, come i capponi di Renzo mentre andavano al macello. Un partito rivolto con tutto se stesso all'azione, non alle chiacchiere. Un partito realista fino al midollo. Dato che mentre noi parliamo e ci ironizziamo a vicenda, i detentori del capitale fanno fatti, come sempre del resto, macinando terreno su terreno, legge su legge, prendendosi, cioè togliendoci, qualsiasi cosa. Si crei un partito comunista unificato, di base e di governo, ma con un unico vertice, che possa rappresentare tutti e realizzare i nostri programmi seriamente, per il bene e il progresso dell'umanità, non dei soliti gruppi di potere. Un partito che abbia il termine "comunista" in mezzo, non "Sinistra europea", chissenefrega dell'europeismo, e chi cavolo l'ha pensato un nome cosi scemo, che hanno voluto imitare la fu Democrazia europea? Un partito vero, con la coscienza marxista e il metodo del materialimo dialettico, ancora il più perfetto, analiticamente parlando, che esista, il cuore no global, le gambe dei giovani e del rinnovamento e l'anima pacifista. In modo che si potrà tra l'altro sciogliere un equivoco. La sinistra non-più-comunista infatti mai come oggi vive un equivoco epocale, il loro di rinnovamento, da Togliatti in poi, è passato per un lento e inesorabile avvicinamento al liberismo, al democraticismo liberale, alla totale perdita della radice socialista. Quella socialista propriamente detta, del termine spiegato da Marx. Adesso si parla del socialismo da immettere nel futuribile Partito Democratico, ma, a parte che si intende, cioè si vorrebbe intendere, il socialismo del PSE, che del socialismo ha solo il nome, anche questa radice sta per essere definitivamente estirpata, e sarà l'ultimo passo. Tra poco sarà giunto il momento, o forse ci siamo già abbondantemente, che la sinistra italiana sarà in tutto e per tutto uguale al blairismo, ai partiti socialisti spagnoli o francesi o tedeschi o russi o di qualsiasi altra parte d'Europa, se non peggio. L'equivoco epocale sta nel fatto che tutto ciò sta venendo fatto con la totale subordinazione della volontà del popolo, cioè delle masse dei lavoratori rappresentati, cioè non rappresentati, da questa nuova sinistra. Il blairismo, come ha scritto Angela Pascucci sul Manifesto del 14/09, è già "finito in sangue, povertà e fischi", spazzato via assieme a Blair che scappa protetto dalla scorta dal congresso delle Trade Union, dico le Trade Union, non i neonazisti, a cui magari sta persino più simpatico. La socialdemocrazia tedesca con la Grosse Koalition attraversa uno dei peggiori momenti della sua storia, per gli stessi motivi del blairismo, totale capovolgimento di ogni progetto socialista e perdita altrettanto totale di identità, in Francia Segolene Royal, l'idolo dei dirigenti blairiani DS, quelli che non ha a caso stanno nei posti che contano, che decidono tutto e soprattutto cosa devono sentire e pensare gli iscritti e i simpatizzanti e cosa deve andare alla stampa, tutto per infinocchiare la gente, che l'hanno invitata a un bel giro d'Italia, sta più a destra di quel mostro iperbushista di Sarzoky, il socialismo spagnolo si salva per la forza e le capacità di un leader come Zapatero e per il coraggio del suo percorso di espansione dei diritti, percorso qui ostacolato grandemente dai cattolici o presunti tali. In sostanza questa nuova sinistra non vale niente, e tutti lo hanno capito. E questo i milioni di persone che hanno votato il centrosinistra lo sanno benissimo, l'intero centrosinistra, persino gli elettori della Margherita o dell'Udeur. L'intera campagna elettorale, o meglio l'intero avvicinamento, di anno in anno, alle elezioni, è stato fondato proprio su questo, una mobilitazione nazionale di speranze radicali, ambizioni radicali, cambiamenti radicali, dagli elettori fino ai vertici, passando per gli iscritti. Speranze che, giorno dopo giorno, il governo e la maggioranza in carica sta sempre più deludendo. Ed è evidente a qualsiasi assemblea di partito a cui si partecipa, appunto da quelle di base a quella di Pesaro, dove le caterve di applausi erano tutte per ogni singola parola di Diliberto, di Benigni, di Epifani, non per D'Alema o Rutelli o Gentiloni, è stato evidente a tutti, una cosa manifesta. In questo contesto un partito comunista rinnovato si deve inserire, perchè le masse di italiani che si riconoscono in DS e CGIL sono pronte a cambiare decisamente rotta. Ma dev'essere un'alternativa credibile, non una riserva indiana, e neanche una roba linguisticamente insignificante chiamata Sinistra europea


Tipico volto maschile greco, forse troppo tipico.
 
- posted by Lucio at 18:42 | View blog reactions


2 Comments:


At 18/9/06 13:28, Anonymous Giorgio 

E se tutte le forze politiche che citi (anarchici, apocalittici, cobas, sindacati puri e altri) semplicemente non volessereo riunirsi per rinnovare e rinvigorire la tua idea di Comunismo? Nel senso... no, non c'è un altro modo per dirlo: se non volessero riunirsi?

At 18/9/06 13:53, Blogger Lucio 

In questo caso sono destinati a rimanere quelli che sono, il due di bastoni quando la briscola è ad oro.



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