domenica, dicembre 02, 2007
Comunismo addio

Volevamo cambiare le cose, eppure era facile accorgersi che nulla cambia. Cambiano le nuvole in cielo? Ecco, noi siamo come le nuvole, pure forme. Così il comunismo, anche per esso quell’“ecco” è suonato, radicale definitivo, ecco, è finita. L’assalto al cielo ha scoperto che da lì gli dei già se n’erano andati da un pezzo, ma non per merito suo, bensì della sua nemesi, il suo specchio, il suo eterno nemico, il capitalismo. E guardandosi a questo medesimo specchio ha capito che esso e il capitalismo sono tutt’uno, due facce della stessa barbarie fondata sulla costrizione della vita attiva. Ma perché dev’essere per forza attiva? Perché non possiamo sederci, e lasciarla scorrere? Sono le nuvole meno attive di noi? Storicamente, bisognava anche accorgersi che chiudendosi la bara ospitante il Novecento, il comunismo se l’era portato con sè nella fossa, era fatto a misura di Novecento, un secolo dalle molte ambizioni. Ora che gli uomini sono tornati, e molto spesso non per loro volere, ad essere piuttosto limitati e abbastanza ottusi, e con meno speranze, si potrà forse parlare di altro. Rimangono grandissime piramidi, come quelle Maya o quelle d'Egitto, a uso e consumo esclusivo degli archeologi che le vorranno studiare, di uomini, libri, dottrine, opere, esperienze di un sistema politico che rimarrà il più perfetto che si potesse immaginare. Immaginare appunto. Perché adesso, è solo un poema. Addio, comunismo.

E di conseguenza si chiude anche l’esperienza di questo blog, che è servito a quello che doveva servire.

Qui giace Karletto Marx

9 Luglio 2006 – 2 Dicembre 2007

Un blog che voleva cambiare il mondo, ma finì solo per cominciare a cambiare se stesso, e scoprì che era molto, infinitamente di più.

R.I.P.

Per chi vuole, ci vediamo in Via XIV Marzo.

 
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venerdì, novembre 16, 2007
Sulla solitudine della mente
Una scatola chiusa, non si apriva, perchè non si apriva? E la luce filtrava poco dentro, quasi nulla, c’era buio, tanto buio, e freddo, un freddo gelido, gelido. Perché tanto freddo? E quando finirà? Ci vorrebbe un’estate che portasse un po’ di calore, un’estate definitiva, di quelle che dopo, c’è solo l’abisso, c’è solo il nulla.
 
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venerdì, novembre 09, 2007
Notizie dal fronte
Giusto per dire che sono stato richiamato a far parte della redazione di Kilombo, invito che, essendomi candidato, ho accettato senza indugio. Evidentemente il posto in questa redazione scotta più di una sedia all'inferno, visto il turn over di redattori di questi giorni. Qualunque ne sia il motivo, mi preme anche dire che tutti i dimissionari, al pari dei topi che scappano mentre la nave affonda, hanno tutto il mio disprezzo. Il fatto di essersi candidati era un impegno vincolante, poi sono tutti bravi a scrivere sui solo ridicoli bluggucci da strapazzo "cambiamo il mondo", ma quando si tratta di occupare anche una ridicola posizione di responsabilità, e pure gratis, come quella di redattore di Kilombo e togliere il culo dal caldo, il peso delle mail è troppo per le loro spalle di pantofolai, ma vabbè, ognuno ha la coscienza che si merita. E la mia, malgrado attraversi pure un periodo in cui non me ne frega più molto di niente, è intatta.
 
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venerdì, novembre 02, 2007
Staccate la spina a Francesco Costa
Salvategli la faccia (di merda), staccategli la spina! E spiegategli pure che mettere foto di minori su Internet è, quantomeno, poco consono. Per uno che fa pure corrispondenze dall'Inghilterra... Una sola della sua faccia da cazzo non ce l'aveva? Ma no, da bravo politichetto doveva imitare i politici cazzoni che mettono sul loro sito le foto di loro con mogli e figli... Allucinante sto ragazzo, se non ci fosse, sarebbe meglio non inventarlo. E poi che aspettarsi da una mente tale da accusare il papa di fare dietrologia complottista? Impedite loro di riprodursi...
Viva Kilombo. Abbasso le solite macchinazioni dei soliti viscidoni.
 
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domenica, ottobre 21, 2007
Popolo bue
Sono imbarazzato per la manifestazione di ieri della sinistra radicale, cosiddetta, in realtà da quelli che ho conosciuto non sono nè di sinistra nè radicali, ma vabbè. Imbarazzato per loro. Uno schieramento che si regge ancora su logiche novecentesche di centralismo democratico, in cui il leader detta la linea, non solo senza alcuna democrazia interna, ma assolutamente senza che la base possa decidere alcunché nei poteri locali e nazionali, un tale schieramento che attira così tanta gente in piazza è simbolo che in Italia, com’è stato anche dimostrato dall’ultimo plebiscito delle primarie, sono in aumento le masse di buoi, mediaticamente e partiticamente dirette. E’ un amara constatazione che faccio, avendo fatto parte, ovviamente sulle mie consuete posizioni da anarchico, di frontiera, per un periodo, alla medesima sinistra radicale. In questo periodo ho però constatato che la sporcizia e lo squallore di cui accusano gli altri, li investe in pieno. Ho visto giochi e mezzucci pseudo-politici per spartirsi un pezzetto di pane di potere locale che non avete idea. Soprattutto ho visto comandare quelli che hanno la tessera del PCI da quarant’anni, vecchi ruderi, ma col loro bel seguito di altrettanti pensionati, com’era visibile in piazza del resto, dato che dalle foto è chiaro che è stata una manifestazione di vecchietti organizzati, altro che giovani precari. Ma soprattutto, con che diritto questo popolo bue va a chiedere il rispetto del programma di governo se i loro rappresentanti di partito sono stati messi, dai loro stessi partiti, in posti dove contano meno di zero: Bertinotti a fare il cerimoniere alla Camera, Bianchi a fare l’innocuo tecnico, Ferrero a ministro della carità sociale? Con tutti i voti che hanno preso qualcosa in più si poteva tirare fuori, o no? Gli unici furbi sono stati i Verdi, infatti ieri non hanno aderito. Ormai il rosso è simbolo infatti solo di fallimento. Le masse se la dovrebbero prendere coi loro dirigenti, non con Montezemolo, che il suo lavoro almeno lo fa bene. Ma non penso che ci arrivino, poverine… E io che nel 2006 barrai il simbolo di Rifondazione Comunista, mai voto più fu più sprecato. Infine la ciliegina sulla torta, marcia: c’è l’unico leader moderno che hanno, più o meno giovane, che ha dimostrato di saper governare, l’unico fra tutti loro, cioè Nicky Vendola, ad essere proposto per leader per la fantascientifica Cosa Rossa, e il buon Giordano, da bravo partigiano ligure che fuma toscani, che fa, gli dice che sta bene dove sta? Ma questa non è sinistra, questa è archeo-sinistra.
 
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giovedì, ottobre 18, 2007
Generazione U: epilogo e prologo
120 voti nel collegio Napoli-Ischia, di cui solo 70 nel seggio del mio paese, il doppio di quelli della seconda lista più votata. Me ne aspettavo qualcosa in più, e soprattutto avrei potuto fare di meglio, ma è andata bene così. In politica non è mai salutare fare il gioco dell'avrei voluto avrei potuto avrei dovuto. Per il futuro del coordinamento campano e del movimento nazionale io lo vedo così: dobbiamo essere la navicella pirata di questo PD, la sua spina nel fianco, la quinta colonna della questione morale. Saremo la loro coscienza, ogni schifezza sarà annotata e debitamente contestata. Senza mediazioni, senza tentennamenti, senza alcuno sconto per nessuno. Oltre a portare avanti in tutti i cambi possibili la questione generazionale, naturalmente. Carico di lavoro non da poco. Saremo la guardia contro la malapolitica. Chiamateci pure antipolitica nel caso, ma saremo il tarlo che tanto fa, che distrugge fin dalle fondamenta. Primo compito: far cadere sto governo inutile e parassitario e massimamanete stagnante, pensionare Prodi e soci, e far andare il partito nuovo al battesimo del fuoco già dalla primavera prossima. E' l'unica cosa buona che possiamo fare per il Paese.
 
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sabato, ottobre 13, 2007
Quel che rimane
Qualcosa ho imparato da questa esperienza della campagna di Generazione U e di big Mario per le primarie. Ho imparato innanzitutto che le riunioni politiche al pub, per me, da bravo bolscevico, una novità, riescono molto meglio di quelle nelle sedi; ho imparato che big Mario è big sul serio, ma dal cuore, un cuore di ciccia, per fare la nostra consueta citazione; ho imparato che anche se sei stato e forse rimani comunista, il comunismo è come il vento, può andare ovunque; ho imparato a essere libero, ma libero libero, come quei pazzi ragazzi di Gen U del coordinamento campano, come quei monaci birmani che si sono fatti schiacciare da un carrarmato, ma saranno anche loro liberi ora, nella Terra Pura, ad ascoltare la voce illuminante di Buddha; ho imparato che la politica fatta sul serio, non teorica, è stancante parecchio; ho imparato che anche quando sei da solo, da solo anche basti; ho imparato che, anche se me ne avrei voluto staccare tempo fa, per troppo schifo, e lo dissi anche a Mario, “ritiriamoci in un monastero tutti quanti”, “pensiamo alla rivoluzione individuale anziché a quella collettiva”, poi la politica ti richiama sempre, come una sirena, e tu devi per forza starle appresso, una sirena di latta, che canta sopra montagne di spazzature, più o meno quelle di Aversa; ho imparato che perderemo, ma sarà una sconfitta grandiosa, perché noi abbiamo cominciato a rivoluzionare le forme della politica dalla radice, e come tutte le rivoluzioni non abbiamo bisogno di voti, noi non siamo come quei quattro democratici perdenti e infinocchiati da decenni da sindacati corrotti a tutto, o come le mille coppie di vecchietti romagnoli che si girano da una vita tutte le feste dell’Unità ad applaudire D'Alema, o come quei giovani quarantacinquenni venduti veltroniani, perché la forma che Generazione U, e tutti gli altri, sarà, e già è, è quella di un virus, che si diffonderà, anzi si sta già diffondendo, nell'aria, portatore di idee e programmi che non hanno precedenti per forza di cambiamento, senza bisogno di posti, seggi, incarichi o altro. Il nostro peso non si conterà in voti, come quello dei politicanti inutili, ma in fatti, fatti irrevocabili, dovuti a coscienze giovani. Tutto il resto appartiene al passato, noi siamo il futuro. Eccoci qua, il futuro è arrivato, piccolo e insignificante come un virus, ma come un virus porterà questo sistema alla tomba.


Lucio Iacono
candidato capolista effettivo nel collegio Napoli-Ischia per le Primarie del 14 ottobre
candidato segretario Mario Adinolfi
 
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lunedì, ottobre 01, 2007
La meglio gioventù
E come sempre pubblico anche qui il mio articolo su questa esperienza di Generazione U uscito oggi per Il Golfo. C'è anche da dire che ieri ho incontrato Mario Adinolfi per la prima volta, dopo tanto tempo, di persona, ed è uguale a come appare sul web o in tv o per radio o ovunque imperversi, anche se un po' più travolgente, magari ha più spazio, ma essenzialmente identico, sia nella forma dei bit che in carne e sangue. A dimostrazione della natura olografica del reale.

Il programma della lista Generazione U nel collegio Napoli-Ischia per le Primarie del 14 ottobre

Di Lucio Iacono (karlettomarx.blogspot.com)

Candidato capolista effettivo per Generazione U

Candidato segretario Mario Adinolfi

Il prossimo 14 ottobre i cittadini di Ischia, Procida e dei quartieri di Napoli appartenenti all’ex collegio uninominale di Napoli-Ischia, che vorranno recarsi a votare per le primarie del nascente Partito Democratico, troveranno sulla scheda oltre ai nomi dei soliti potenti, locali e nazionali, anche una lista che nel titolo non rimanda ad alcun singolo candidato, e i cui nomi non fanno parte alcuna degli attuali poteri politici: Generazione U. Tale lista sostiene Mario Adinolfi (www.marioadinolfi.it) alla segreteria, ed è costituita, oltre che dal sottoscritto, che ne è il responsabile sul territorio isolano e l’effettivo capolista, anche da Pietro Calise detto Pedrito e da Mariangela Patalano, entrambi di Lacco Ameno. Generazione U ha presentato cinquantacinque liste in tutta Italia, sempre liste molto particolari, perché costituite quasi totalmente da under 35, in massima parte alla loro prima esperienza politica. Alcuni cenni storici su questa associazione: costituitasi il 6 Maggio 2006 a Roma per iniziativa di Mario Adinolfi, portava con sé nel suo primo incontro la richiesta di una costituente dei cittadini per il Partito Democratico, poi ripresa, almeno nell’apparenza, dal comitato promotore, il cui lavoro è stato comunque il peggiore possibile, dato che ci ha organizzato delle primarie a uso e consumo del candidati maggiori, e di Veltroni in particolare, sia nel grande che nel piccolo, dato che tutti i capilista, cioè i futuri costituenti, sono chi già sta ai vertici del potere locale e nazionale, con una minima quota di facce nuove, poste per lo più agli ultimi posti e pertanto ineleggibili, frutto della solita cooptazione, giusto per non far apparire questo partito nuovo estremamente gattopardesco. Comunque sia, Generazione U dall’inizio ha fatto proprio un programma radicale di rinnovamento della politica. L’assioma principale è che rinnovata la politica, si rinnoverà anche tutto il resto, com’è spesso successo nella storia umana. E questo rinnovamento consiste essenzialmente nel sostituire all’attuale classe dirigente una nuova, e più giovane, classe dirigente, da reclutarsi tra i nati negli anni 70 e 80. Qual’è infatti il peso politico della mia generazione? Pressoché nullo, a tutti i livelli, locali e nazionali. Ma non solo in politica, non c’è un solo campo in cui questo Paese non sia invecchiato, intorpidito, abbruttito. Con tutti i guasti che questo stato di cose si porta con sé: inefficienza, spreco, clientelismo, corruzione morale ed economica, stagnazione. Soprattutto la stagnazione, prodotta dall’invecchiamento, è il primo male che affligge oggi la nazione. Basta vedere in che stato è ridotta l’attività, anzi la non-attività, di governo e parlamento per capirlo. A tutto ciò Generazione U, e molti altri movimenti di stampo generazionale nati sul suo esempio, hanno deciso che è venuto il momento di opporsi, perché questa è l’ultima possibilità che abbiamo, “l’ultima chiamata per la generazione assente”, come dice saggiamente il nostro candidato segretario, se manchiamo anche questa, non ce ne saranno altre, e l’Italia sarà condannata ad un’inesorabile decadenza sulla scena mondiale, decadenza già evidente sotto tutti gli aspetti. Peraltro l’Italia non è l’unica nazione colpita da questo virus del tempo presente che si chiama stagnazione, apatia generalizzata, ma essa in misura molto maggiore delle altre. L’occasione di un partito nuovo è la prima che va colta per invertire la tendenza, un’inversione ad U appunto, per questo ci siamo intitolati in questo modo. Il nostro impegno è che questo partito sia nuovo sul serio, nuovi metodi, nuove facce, nuovi orizzonti. Purtroppo si è amaramente constatato che la facce sono sempre le stesse da trenta o quarant’anni, e così anche i metodi, il più sfacciato clientelismo politico, e gli orizzonti, la più sfacciata sopravvivenza per un altro decennio almeno. Basta prendere De Mita a Napoli, capolista pure lui. Ora è il caso di dire basta. Ciò che Generazione U, rappresentata da me e dagli altri amici anche qui a Ischia, i cui, tra parentesi, cittadini possono dirsi fortunati ad avere questa rappresentanza, dato che con le nostre sole forze, senza stampa, senza partiti, senza alcuna mediazione possibile e soprattutto senza la minima quantità di denaro, siamo riusciti a coprire solo 55 collegi su 475, propone è prima di tutto la democrazia diretta: il partito nuovo deve avere una tessera che sia una smart card in modo da mettere ogni suo iscritto in grado di prendere parte e votare alle sue decisioni interne ed esterne, organizzative e politiche, di governo e, nel caso, di opposizione, in qualunque momento da qualunque pc, e le decisioni vanno prese in tal modo, non da quattro persone autoreferenziate chiuse dentro una stanza fumosa. Il secondo punto all’ordine del giorno sono le quote arancioni, quote cioè riservate ai giovani: in questo Paese 18 milioni, più o meno il 27 per cento, di elettori sono sotto i 35 anni, e contano più o meno per l’un per cento ovunque, in Parlamento, nei consigli comunali, nelle università, eccetera, eccetera. Questo non può essere più tollerato. Il terzo infine sono la lotta senza quartiere contro ogni malcostume politico/amministrativo: gli sprechi, le consulenze a pioggia ad amici e parenti, il voto di scambio, le raccomandazioni, gli incarichi ad hoc, gli stipendi spropositati, i finanziamenti a progetti del tutto inutili, la sommatoria di cariche, la corruzione, il trasformismo, e si potrebbe continuare ancora a lungo. Un impresa titanica soprattutto sull’ultimo punto, non c’è che dire. Tutto questo rinnovamento dell’agire politico porterà sicuramente ad un migliore governo delle comunità locali e del Paese. Molte nostre proposte in quest’ultimo senso possono essere ritrovate nelle risposte che Mario Adinolfi ha dato al sondaggio online, ancora in corso, su www.repubblica.it, la cui approvazione, per serietà e fattibilità, da parte degli elettori l’hanno portato al 24 per cento, cioè al secondo posto, dietro Veltroni, dispensatore di banali chiacchiere, e prossimo al primo, ben oltre tutti i candidati cosiddetti “maggiori”, in realtà puri e semplici prodotti del Palazzo e degli apparati. Sì perché se queste primarie fossero state organizzate in maniera seria e se i mezzi di informazione nazionali ci avessero permesso di esporre le nostre ragioni, avremmo potuto tranquillamente partecipare per vincere, ma ciò non ci è stato dato, e noi non ce ne lamentiamo. In ogni caso per la mia generazione è suonata la sveglia, noi non siamo come Beppe Grillo che dice vaffa ai politici, anche se certamente più vicini a lui che alla casta, ma diciamo, com’è nel motto della nostra campagna, ottimisticamente “Si può fare”. A dare un po’ di speranza di cambiamento al nostro disagiato Paese.


 
- posted by Lucio at 13:22 | View blog reactions 1 comments
E’ mia opinione che il livello intellettuale di questo Paese sia stato scientificamente portato a sfiorare lo zero assoluto, tanto che è diventato facilissimo per chiunque mettersi a manipolare le menti, da quelle delle masse a quelle degli individui. Per comprovare questa ipotesi procediamo ad un esame scientifico della situazione, cioè facciamo un classico esperimento: ipotesi – dimostrazione sperimentale – sé accade teoria – se non accade falsificazione dell’ipotesi e passaggio ad un nuova e più evoluta ipotesi. Tutto secondo gli insegnamenti metodologici di tipo popperiano. Il caso esemplare di cui vogliamo trattare è quello dato dall’antipolitica, e dai suoi contraltari, che chiameremo anti-antipolitici. Tra queste schiere studieremo un caso a caso, appunto, che, per ovvie ragioni di riservatezza, lo identificheremo col signor x. Noi conosciamo adeguatamente l’agire politico del signor x, l’abbiamo lungamente osservato, infatti bisogna sempre parlare, soprattutto quando si affronta la politica in maniera scientifica, di eventi estremamente pratici, concreti. E in modo particolare qua si tratta di un esperimento in laboratorio, che va osservato prima di procere alla sua valutazione. Diffidate sempre da quelli che fanno politica con le frasi fatte, si tratta di manipolatori. Dunque il caso del signor x è da iscrivere tra i più fieri nemici dell’antipolitica, questo senza dubbio. Tuttavia il suo comportamento ha degli elementi interessanti, per questo l’abbiamo scelto. Egli va ad una manifestazione di 30 persone e non se la prende contro quelli contro cui era stata convocata la manifestazione di trenta persone, cifra dignitossissima tra l'altro, in politica, in specie quella democratica, anche una persona e la sua opinione conta quanto tutte le altre milioni o miliardi, ma anzi pare che ce l'abbia contro quelli che non c’erano, e ripetutamente. Chi sono i nemici del signor x? I dittatori birmani o i pacifisti, pardon, pacifinti, italiani? Difficile a dirsi. Questo comportamento è tuttavia reiterato, dato che egli, in un gruppo di elementi a esso affini (questi soggetti vanno spesso in gruppo; nota per i ricercatori), parla di otto, ben otto, grandi manifestazioni nel bimestre di settembre/ottobre, ma giudica che tutte queste non servano a niente. Anzi le definisce antidemocratiche, antipolitiche, appunto. Strano concetto di politica che deve avere il signor x, ma non precorriamo i risultati dell’esperimento, che, quali che siano, saranno descritti solo alla fine, com’è doveroso. L’unico evento degno di valore per il signor x, contrariamente a queste otto manifestazioni antipolitiche e sceme, fatte da gente per lo più scema, secondo il suo parere, sono anzi le elezioni primarie. E perché mai lo sono? Perché egli partecipa, ne è candidato (il signor x dimostra un egocentrismo e un’ambizione non indifferente; nota per i ricercatori). Egli inoltre pare desideroso di informarci di ogni sua, anche irrilevante, partecipazione a qualunque mezzo informativo, verso cui pare agognare non poco. Una sedia qua, un cognome là. Inoltre è particolarmente interessato anche che si sappia che abbia incontrato personaggi importanti, vips, anzi che abbia cenato con loro. E si sa che quando uno mangia con qualcun' altro, specie nella mentalità del signor x, uomo del profondo, vulcanico, sud, allora si è fratelli, o vicini ad esserlo. Penso che abbiamo elementi sufficienti dell’attualità del signor x, ma un esperimento scientifico non può dirsi tale se non analizza anche il passato, il retrotetta, l’humus formativo del soggetto in questione. In passato infatti sono notevoli per la presente analisi i seguenti eventi del signor x, le cui prove sono state purtroppo perse negli archivi, ma fidatevi dell'onestà scientifica del sottoscritto ricercatore, o almeno delle testimonianze in merito, che posso eventualmente fornire: egli un giorno rivela anzitempo un pesce d’aprile, e se ne compiace illimitatamente (il signor x dimostra degli atteggiamenti regressivi da bambino che è felice per aver fatto cadere una vasetto di marmellata; nota per i ricercatori), un altro giorno accetta un incarico di coordinatore regionale, almeno metà regionale, per una nuova organizzazione politica, ma quando questa organizzazione politica comincia a fare sul serio, candidando il suo leader spirituale alla segreteria di un nascente partito, egli la abbandona e comincia a scrivere peste e corna del suo iniziatore, e così via. Il passato del signor x è costellato dall’agire unicamente per il proprio interesse di sopravvivenza, e in ciò non differisce da alcun'altra forma di vita, inferiore almeno. Ultima nota di colore, giusto perchè noi ricercatori siamo notoriamente degli umoristi: nella sua breve autobiografia, il signor x si vanta di aver fatto in 7 giorni 160 chilometri del noto Cammino di Santiago, sforzo non indifferente, non c'è che dire sulla qualità dei polpacci del signor x, ma che è, na maratona? (Il signor x mostra una pesante deviazione nella giusta considerazione delle cose, deviata cioè dal proprio desiderio di vanagloria; nota per i ricercatori). Abbiamo così tutti gli elementi, compresi immagini dell’aspetto del signor x, e le facce e le espressioni rivelano molto, quasi tutto, di coloro a cui appartengono, per dare una risposta alla nostra ipotesi iniziale: l’anti-antipolitica, cioè, per doppia negazione, la politica, rappresentata evidentemente dal signor x, è politica davvero, o, manipolando le menti, fa solo credere di essere tale? Se politica significa volare il più alto possibile, la risposta è che il comportamento del nostro soggetto, il signor x, ricorda per analogia più quello dei vermi che delle aquile, anzi solo delle galline. E dunque, l’antipolitica, comunemente intesa, è davvero antipolitica o siamo noi ad essere talmente manipolati da vederla tale? Stando ai fatti esposti nella presa in esame del caso del signor x, l’antipolitica è molto più prossima alla politica nel suo senso più alto che all’antipolitica vera e propria. L'ipotesi iniziale, con sui si è aperto questo post, è pertanto validata dall'esperimento. I risultati, ovviamente parziali, altre ricerche sono in corso, dell’esperimento ci dicono che i veri antipolitici sono coloro simboleggiati dal nostro straordinario caso del signor x.

Lucio Iacono
caporicercatore e capolista effettivo alle prossime elezioni primarie del 14 ottobre
lista Generazione U
collegio Napoli - Ischia
candidato segretario Mario Adinolfi.
 
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martedì, settembre 25, 2007
Guerra generazionale
In Italia c’è una crisi che va oltre il significato che diamo al termine “crisi”. La crisi è infatti un passaggio che porta da uno stato all’altro, un momento, se pur difficile, drammatico, doloroso quanto si vuole, che però deve sfociare in qualcosa di nuovo, di diverso. In Italia però c’è una crisi che non porta da nessuna parte, e che si chiama stagnazione. Una stagnazione economica, morale, culturale, civile. Politica soprattutto, dove tutti dicono che si deve fare questo e quello, ma le leggi e i provvedimenti stanno a zero. I responsabili di questo stato di cose sono facili da individuare: sono le persone che in questi anni hanno avuto il potere, in tutti i campi. Solo coloro che infatti hanno avuto il potere hanno potuto, appunto, contribuire al disastro chiamato Seconda Repubblica. Questi sono stati gli iniziatori, ma poi c’è chi li ha seguiti, le loro masse, e queste sono ancora più responsabili dei primi. Solo infatti privandosi della capacità di esercitare il proprio libero arbitrio, la propria libertà appunto, ci si può sottomettere a questi potenti. E in molti l’hanno fatto, purtroppo anche molti giovani, vedi questi quattro venduti capitanati da un emigrato frocio e da uno scrittore di raccolte di canzonette. Ma sono forze che non contano, già sono state assimilate dagli apparati, il giudizio sulle persone se lo possono pure dare da sole, se hanno un minimo di sincerità e di cognizione di causa, ed è un giudizio di condanna senza appello. In tal modo, esemplificato proprio dal caso di questi venduti, si è arrivati ad una società che accusa la politica di essere ridotta ad una merda, e ad una politica che le replica la stessa cosa, “ci’avete eletto voi" oppure “perchè allora fate a gara per venire con noi?”. Hanno ragione entrambe. Ma sono accidenti storici, contingenze, torniamo all’essenza del problema. La stagnazione conduce essenzialmente all’apatia generalizzata, cioè alla schiavitù delle menti, che si esemplifica grandemente nel nostro sistema di comunicazioni di massa. In pratica progettato scientificamente per instupidire il prossimo. A mio parere, non è da escludere una strada rivoluzionaria che prenda piede proprio dall’apatia, anzichè dalla lotta, com’è stato nel Novecento. Che non agisse cioè su persone quanto più impegnate possibili, ma anzi su persone quanto più inconsapevoli possibili, quando più schiacciate nella palude della stagnazione. In maniera consapevole questa rivoluzione potrà agire, quando questo degrado raggiungerà il culmine, cioè il fondo, in modo da instaurare una nuova etica, che sia il preludio ad un nuovo regime. Sì, perché la via della politica nuova non dovrà passare più per la politica, ma per l’etica, per la bioetica anzi, per lo studio e l’applicazione delle vita. Ma anche questo è un altro discorso. Per ora ci si può solo accontentare di scatenare una guerra contro l'affossamento morale e intellettuale del tempo presente, una guerra generazionale, è questo il fronte. L’azione infatti riguardo alla stagnazione è quella di combatterla col movimento, è questo il senso proprio del termine “guerra”, da “polemos”, movimento, fuoco che consuma. E le truppe che devono affrontare questa guerra, le uniche truppe adeguate oggi, in Italia, sono quelle generazionali, non ce ne sono altre, la causa generazionale è davvero l’unica causa di principio, ideologica, appunto, rimasta, anzi l’unica che in questo Paese è nata di recente, anch’essa giovane. I suoi obiettivi sono stati definiti: azzeramento dell’attuale classe politica e di tutti i suoi metodi, sua sostituzione con una nuova classe politica che disporrà di altri metodi, a cominciare dalla democrazia diretta. Strumenti di lotta: i blog e tutti quelli che non sono nè dentro nè fuori dal sistema, ma tangenti ad esso. Per cominciare oggi noi, le avanguardie di queste truppe, non possiamo far altro che confrontarci in primarie truccate dall’origine e per una partito nato già decrepito e inutile, ma purtroppo si tratta sempre della presente contingenza, la causa ne è preservata, resta pura. Questa partito nuovo, sulla carta, è del resto quanto di meglio l'attualità può offrire a sinistra, il resto sono anticaglie, a cominciare dai militanti rossi e relativi dirigenti (guardate che fine ha fatto Bertinotti che faceva le marce col Subcomandante Marcos...) hanno di rosso oggi solo le mutande delle loro signore altrettanto insignificanti a capodanno. Già abbiamo fatto molto, l'aria è già carica di buone energie di rinnovamento, tocca solo dare la spallata decisiva al sistema marcio, che, in quanto marcio, cadrà poi da solo. C'è pertanto da dire una sola cosa: presente!

Lucio Iacono

Candidato capolista (ufficioso, c'è mia cugina al n. 1 per queste balorde quote rosa) per la lista Generazione U
Circoscrizione Campania 1 Collegio 1 - Napoli-Ischia

Candidato segretario Mario Adinolfi.
 
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lunedì, settembre 24, 2007
Impara
Impara dalle acque ad aver cammin costante,
impara dalle fiamme che tutto è soltanto cenere,
impara dalle ombre a passare e vegliare,
impara dagli scogli ad immobile restare,
impara dal gran sole come si deve tramontare,
impara dal vento che scivola sui sentieri,
come devi passare tranquillo nel mondo.

Impara da tutto,
poiché tutte le cose ti son sorelle,
come attraversare la vita e come morire.

Impara dal verme che nessuno è dimenticato,
impara dal loto ad essere sempre pulito,
impara dalle fiamme che cosa dobbiamo bruciare dentro di noi,
impara dalle acque a non tirarti indietro,
impara dall'ombra ad essere umile come essa,
impara dagli scogli a sopportare le dure tempeste,
impara dal sole a conoscere il tuo tempo,
impara dalle stelle a dare luce con allegria,
impara dal grillo a cantare quando ti senti solo,
impara dall'aquila quando le spalle ti pesano,
e vai dalla formica a vedere il suo carico,
impara dal fiore ad esser fine come esso,
impara dall'agnello la sua tenerezza,
impara dagli uccelli ad esser sempre in volo,
impara da tutto che tutto è effimero.

Fa' attenzione, figlio,
al mondo in cui passi,
ed impara da ciò che muore
come vivere per sempre.

(lirica norvegese)

 
- posted by Lucio at 18:57 | View blog reactions 1 comments
giovedì, settembre 20, 2007
Kilombo: conclusioni
"Io vi dico, uomini che mi avete ucciso,
che ci sarà per voi una retribuzione, subito dopo
la mia morte, molto più dura di quella pena per cui
mi avete condannato. Perché voi ora avete fatto questo
credendo di liberarvi dal compito di
esporre la vita a esame e confutazione,
ma ne deriverà tutto il contrario, ve lo dico io.
A mettervi sotto esame e confutarvi saranno di più:
quelli che finora trattenevo, di cui non vi accorgevate;
e saranno tanto più duri quanto più sono giovani,
e tanto più ne sarete irritati. Perché se pensate
che basti uccidere le persone per impedire di criticarvi
perché non vivete rettamente, non pensate bene.
Non è questa la liberazione, né possibile, né bella,
ma quella, bellissima e facilissima,
non di reprimere gli altri, bensì preparare sé stessi
per essere quanto possibile eccellenti.
Con questo vaticinio
per voi che avete votato contro di me
io prendo congedo".

Atene, 399 a. C.

Da Platone, Apologia, 39c - 39d.
 
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